Scontri al Barattolo, un accusato
PAVIA. Nessuno di loro è stato riconosciuto con precisione dai testimoni. Nessuno, tranne uno. La Procura ha chiuso le indagini sugli scontri al Barattolo, avvenuti lo scorso autunnno tra esponenti del centro sociale e militanti di Forza Nuova, e ha chiesto l'archiviazione per tutti, ad eccezione di Diego Di Sopra, ex segretario cittadino del partito di estrema destra. Secondo il magistrato, non ci sono elementi per dire che gli altri siano stati protagonisti di un'aggressione. Gli avvocati dei ragazzi di sinistra - che non escludono iniziative di protesta - si sono opposti alla richiesta della Procura.
A questo punto si attende la fissazione dell'udienza da parte del giudice. Che dovrà decidere se accogliere la richiesta del magistrato oppure chiedere che venga formulato il capo di imputazione nei confronti degli attivisti di Forza Nuova. In nove furono denunciati a ottobre, per lesioni e detenzione di armi, dopo una notte di follia, che aveva trasformato via Dei Mille in un campo di battaglia. E ricreato un clima da anni Settanta, con poliziotti e carabinieri a dividere i giovani di estrema destra da quelli di estrema sinistra.
In sette, tutti del Barattolo, finirono all'ospedale. Secondo i loro racconti furono colpiti con mazze chiodate e tirapugni. Ma la perquisizione all'interno della sede di Forza Nuova da parte della polizia (dove i militanti neofascisti si erano asserragliati, dopo che la sede era stata circondata dai giovani del Barattolo) non aveva confermato questa versione.
Furono trovate comunque armi improprie, che potevano essere utilizzate, secondo gli investigatori, per offendere. Cosi le denunce scattarono per Diego Di Sopra (l'unico per cui potrebbe essere avviato un processo), Daniele Spairani, Giacomo Francesco Artuso, Daniele Morelli, Matteo Cantù, Antonino Musolino, Antonio Simone, Pietro Folino Gallo e Christina Roselli.
Quella notte è stata ricostruita attraverso le testimonianze dei giovani feriti (assistiti dagli avvocati Ferrari, Sommariva, Arrigo, Bertoni, Giambelluca), ma i loro racconti non hanno permesso di stabilire con certezza se effettivamente i denunciati, che erano quasi certamente presenti quella sera, abbiano anche partecipato a quella che i militanti del Barattolo hanno da subito definito come «un'aggressione».
Qualche lacuna nelle loro versioni, troppe facce che nei ricordi si sono sovrapposte, nella concitazione e la tensione del momento. I racconti combaciano solo sul riconoscimento di Diego Di Sopra. Che ieri abbiamo provato a contattare, ma senza esito.