Droga a scuola, controlli con i cani in classe
PAVIA. Controlli anti droga nelle scuole ieri mattina. La guardia di Finanza di Pavia ha passato in rassegna l'istituto Volta e il Cossa. I controlli sono stati negativi, poiché non è stata ritrovata nessuna sostanza stupefacente, ma i ragazzi che consumano droga ci sono. Lisa e Sam, i due meticci dell'unità cinofila della guardia di Finanza di Milano di supporto alla sezione pavese, lo capiscono subito. L'operazione è parte di un progetto di prevenzione e informazione nelle scuole, con incontri diretti con i ragazzi. Poi arrivano i controlli in collaborazione con le scuole.
L'operazione scatta alle 8 del mattino. La sezione anti droga della finanza di Pavia lavora insieme all'unità cinofila di Milano. Lisa e Sam sono i protagonisti della mattinata. Temuti da chi nasconde qualcosa, coccolati da chi invece li accoglie col sorriso.
La prima tappa è al Volta. Si passano in rassegna una ventina di classi. Controllo negativo: significa che non ci sono sostanze stupefacenti. Ma i cani sentono l'odore di marijuana e lo segnalano. I sei uomini della finanza si spostano anche nel parcheggio dei motorini, fanno il giro della scuola in via Abbiategrasso, accompagnati dal vice preside Casella.
Alle 11 si entra al Cossa, nella sede in viale Necchi. Entrano in classe due uomini in borghese, uno dei due si mette in fondo all'aula, alle spalle dei ragazzi, controlla eventuali movimenti. Chiedono agli studenti di mettere le mani sui banchi. Fuori ci sono Lisa e Sam che aspettano. Si fa passare in fila indiana la classe davanti ai due cani addestrati. Si controllano a campione numerose aule, controlli rapidi, a sorpresa. Prime, seconde, terze, quarte e quinte. Non c'è distinzione. In una prima Sam, meticcio nero, con i peli lunghi sul muso, sente qualcosa addosso a un ragazzo. Allora si fa il controllo anche in aula, il cane passa tra i banchi, individua uno zainetto. Si va avanti. Si chiama lo studente, si parla con lui. Probabilmente ha fumato uno spinello. Ma addosso non ha niente.
Questa scena si ripete anche in una quinta. Questa volta al lavoro c'è Lisa, il pelo corto e chiaro. Annusa gli studenti, e segue con insistenza un ragazzo. Quando entra in aula Lisa sembra quasi impazzita, non riesce a stare ferma e si lancia su uno zaino scuro. Gli uomini della finanza trovano tracce di sostanze stupefacenti. A questo punto il loro ruolo di sdoppia. Diventano educatori, psicologi. Non sono più solo finanzieri. Parlano con il ragazzo, il suo viso è scuro, si mette le mani sul volto. Ha paura. Ecco, in chi viene 'beccato" si legge la paura di affrontare le conseguenze, i genitori, i professori. Sembrano spavaldi, ma poi tornano ad essere ragazzi. Passa almeno mezz'ora in cui a turno i finanzieri parlano con lo studente. Ammette di aver fumato una canna prima di entrare a scuola, alle 8. Ma negli occhi, nella postura un po' altalenante, si legge altro. Forse un altro spinello anche a ricreazione.
Sono solo ragazzi. Eppure fanno già parte di un giro più grande di loro. Ecco perché gli incontri nelle classi, per spiegare loro a cosa vanno incontro. Ed ecco perché le scuole chiedono l'intervento della Finanza, con la massima collaborazione.