Riaperte alcune case ma nessuno ci dorme
L'AQUILA.La memoria trema ancora. Ed è quella che ti impedisce di varcare la porta di casa quando fa buio e sarebbe ora di mettersi sotto alle coperte. Per ora sono 307 quelle porte che il sindaco Cialente ha riaperto, perché le abitazioni sono agibili e abitabili: ma ancora meno - quasi nessuno - sono gli aquilani che hanno il coraggio di rientrare nelle loro abitazioni.
Un po' perché molte di queste abitazioni sono effettivamente case singole o ville, dove a vivere sono nuclei monofamiliari, ma anche all'interno dell'Aquila, dove c'é qualche palazzo agibile, se si entra in casa é per prendere effetti personali e poi rientrare o nelle tende o nelle roulotte. In zona Torrione, Maria ammette: «Non ce la sentiamo proprio di rientrare a dormire stasera». E' presto per varcare quella porta. Maria è davanti all'ingresso di casa in compagnia di sua madre, in una palazzina in piazza Domenico Cifani, che si affaccia su via Ettore Moschino: «Viviamo al quarto piano e il solo pensiero di dover evacuare con il rischio di un'altra scossa non ci farebbe dormire». Dello stesso avviso Luigi Falancia, che vive in un palazzo accanto ed è rientrato ieri mattina per gettare l'immondizia, fare pulizia e controllare la situazione della casa. «Ho registrato pochi danni - spiega - e sono in condizione di poter rimettere a posto l'abitazione autonomamente. In questo momento per me sarebbe importante vincere la paura e rientrare in quanto mia moglie é disabile e non possiamo vivere in eterno in queste tende».