Fazio: evitare l'allarmismo sul virus

ROMA. «Visti i numerosi turisti rientrati o in rientro è verosimile pensare che nelle prossime ore o nei prossimi giorni avremo casi di influenza suina anche in Italia». Parla chiaro, ma respinge eccessivi allarmismi, il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio. «I casi sospetti registrati nella penisola - ha detto Fazio - sono attualmente una ventina e nessuno per ora è stato confermato». Anche i quattro ragazzi lodigiani rientrati da San Diego, per i quali erano in corso le analisi al San Matteo di Pavia, sono risultati infetti da una normale influenza stagionale contratta in California, ha aggiunto Fazio.
Tuttavia e pur «in presenza di segnali positivi riguardo al diffondersi dell'epidemia», non si può escludere che il virus venga presto rintracciato anche in Italia. «Ciò che rassicura, anche se non si possono prevedere gli sviluppi epidemiologici, è che l'attuale livello di aggressività del virus appare inferiore a quello della normale influenza», ha detto ancora il sottosegretario mostrando un ottimismo che l'Oms non sembra pronta a condividere.
Per ora, comunque, dagli ospedali in cui si stanno trattando i pazienti sospetti (tutti rientrati da viaggi nelle zone colpite dall'epidemia) non arrivano notizie di casi gravi. E già nella serata di ieri, anche se gli accertamenti di laboratorio preoseguono, sono giunte nuove conferme di negatività al virus. È stato cosi per le due donne ricoverate a Napoli, per il paziente in osservazione a Reggio Calabria e per due uomini in cura a Firenze ed Arezzo. Dimessa anche la giovane ricoverata domenica a Venezia e risultata colpita da un banale adenovirus. A titolo prudenziale resta invece in ospedale un uomo ricoverato al Sant'Orsola di Bologna, dove nei giorni scorsi ci sono stati otto casi sospetti, tutti negativi.
Al ministero, intanto, ieri c'è stato un primo tavolo con le Regioni (alcune hanno già attivato le previste unità di crisi) per verificare la congruità dei piani antipandemia e delle scorte di antivirali e per dare il via a una campagna di informazione a tappeto: anche perché in meno di tre giorni al numero verde istituito dal ministero, il 1500, hanno chiamato in diecimila.
Ai cittadini gli esperti ricordano che vaccinarsi in questo momento contro la normale influenza stagionale «non serve» a prevenire l'eventuale contagio da influenza suina; e che è fortemente controindicato, per la propria sicurezza e per quella della collettività, assumere gli antivirali a base di oseltamivir e zanamivir (Tamiflu e Relenza) se non vi è l'assoluta certezza, confermata da test che solo gli ospedali possono eseguire, di essere affetti dal virus della suina A H1N1 isolato in Messico e negli Usa. Ai medici, dunque, l'appello a non prescriverli.
La terza raccomandazione riguarda l'alimentazione: la carne di maiale, compresi insaccati e prosciutti, non va considerata in alcun modo a rischio poiché non veicola l'infezione. Il virus si trasmette attualmente da uomo a uomo e nonostante contenga sequenze genetiche delle influenze suina ed aviaria (oltre che umana), allo stato non ha alcuna relazione con gli animali. «Non vi è nessuna prova - ha ripetuto ieri il vicedirettore generale dell'Oms, Keiji Fukuda - che qualcuno sia stato contagiato dai maiali».
N.A.