Dalla pioggia al fango, vigneti devastati

CANNETO PAVESE. E' soprattutto in cantina e tra i filari che il maltempo presenterà il conto. Il Consorzio tutela vini, ieri, con un messaggio di posta elettronica spedito dal presidente Giuliano Pozzi, ha fatto partire il censimento dei danni subiti dalle aziende. Avviati anche i primi sopralluoghi. «Dopo una prima ricognizione - spiega Pozzi - il Consorzio ha creato una linea diretta con tutte le aziende associate. La situazione è delicata, stiamo monitorando tutto il territorio».
Insieme agli smottamenti che hanno trascinato a valle decine di filari, il nodo da sciogliere nella seconda fase dell'emergenza è quello della transitabilità tra i filari per il secondo trattamento stagionale. «Arrivare ai vigneti oggi è quantomai problematico, ci sono strade interpoderali da ripristinare». Il presidente del Consorzio, al lavoro nel quartier generale di piazza Vittorio Veneto a Broni, aggiunge: «Va davvero ripensata tutta una parte del sistema di scolo delle acque. Ci sono accorgimenti e tecnologie che potrebbero essere sfruttati per evitare brutte soprese agli imprenditori agricoli». Si va verso la richiesta di stato di calamità: «Ascolteremo tutte le voci delle aziende, ma intanto ci prepariamo al confronto con Provincia e Camera di commercio». I produttori, dal canto loro, sperano nel bel tempo e nelle zone più colpite anche in un aiuto concreto da parte delle istituzioni. Giulio Fiamberti fotografa cosi la situazione: «Tutta la zona attorno a Canneto è stata davvero falcidiata. Sono in corso le esatte stime dei danni ma in quest'area la pioggia, stavolta, ci ha messo alla prova. Ci saranno vigneti da reimpiantare a causa degli smottamenti. Inoltre il pantano che si è formato in vigna potrebbe pregiudicare il secondo trattamento anti parassitario, necessario prima che arrivi il caldo». Pierangelo Boatti di Monsupello chiede un'assunzione di responsabilità a chi governa il territorio: «Qui, evidentemente, qualcosa non ha funzionato. E' piovuto, è piovuto moltissimo. Ma non è arrivato uno Tsunami. Adesso vediamo come si comporteranno Provincia e Comuni. Il vero problema è quello dello scolo delle acque. A questo riguardo anche la Regione deve fare la sua parte. Bisogna vigilare sulla pulizia dei fossi. Servono più operai? Si assumano, saranno soldi ben spesi. Le vigne non possono diventare le vie di deflusso dell'acqua piovana perché i fossi sono intasati. A noi, in vendemmia, fanno le multe se le ruote dei trattori disseminano fango sulle strade. E chi fa le multe alle amministrazioni locali per la manutenzione ignorata?». A proposito dei trattamenti Boatti chiede una deroga: «Da quest'anno non si possono più eseguire i trattamenti con l'elicottero. Vista la situazione in Oltrepo forse servirebbe un permesso straordinario. E' il momento che le istituzioni dimostrino, al di là delle parole, che ci sono».