Ticino, due metri e mezzo oltre il limite


PAVIA. Pavia guarda il suo fiume e ha paura. Il Ticino, croce e delizia dei pavesi, cresce a ritmi preoccupanti. Di positivo c'è il fatto che la corrente fila via rapida: significa che il Po 'riceve" ancora acqua, che non la butta indietro verso le case di Borgo basso. Di negativo c'è una notte tutta da vivere, con un'ondata di piena in arrivo dal Piemonte che potrebbe far saltare il delicato meccanismo. In via Milazzo le auto dei residenti sono state fatte sgomberare intorno alle 22.
Alle 23, il livello del fiume azzurro al Ponte Coperto supera i 2 metri e 50 centimetri. A preoccupare, però, è la tendenza: ancora abbondantemente in crescita. Per la precisione di 8 centimetri l'ora. Meno dei 15 centimetri di lunedi, ma comunque tanto. I borghigiani passano in via Milazzo e sbirciano la corrente limacciosa. Sanno che, almeno fino ai 3 metri e 50, non si può parlare di sgomberi. Ma sanno anche, per dolorosa esperienza, che il fiume è capriccioso. Può fermarsi, come un animale che cada in letargo, o scatenarsi come un toro infuriato.
Per avere qualche indicazione, allora, bisogna guardare, come avviene da secoli, a monte e a valle. A monte c'è il lago Maggiore, dal quale trae origine il nostro ramo del Ticino. Tra il 27 e il 28 aprile l'afflusso di acqua nel lago è salito da 676 a 1.932 metri cubi di acqua al secondo. Il deflusso, cioè l'acqua in uscita, è passato da 533 a 724 metri cubi di acqua al secondo. A valle c'è la confluenza del Ticino in Po, all'altezza del Ponte della Becca. Ieri sera, il grande fiume misurava 4,55 metri sopra lo zero e continuava a crescere. Ricevendo acqua dal Piemonte, dove il Tanaro ha seminato paura tra gli abitanti di Alessandria, il Po costituisce la grande incognita per i pavesi. Quando il livello è troppo alto si trasforma in una specie di diga fluida per le acque del Ticino, che puntualmente tornano indietro. In questa selva di cifre, si consuma il destino dei borghigiani. Quelli che vivono oltre la fine di via Milazzo, nelle cascine al di là del Gravellone, si sono già rassegnati. L'acqua in casa loro è arrivata ieri sera, ma in qualche modo sono abituati. Per gli altri è iniziato il tempo dell'attesa. Con tutte le forze mobilitate e pronte a intervenire. Già nella tarda mattinata di ieri, gli uomini della polizia locale hanno verificato le condizioni del Borgo. Il comandante, Gianluca Giurato, è da poco anche dirigente della Protezione civile. Garantisce che i suoi veglieranno, insieme ai volontari e alle forze dell'ordine. I pavesi aspettano, anche se lo stato di allerta, questa volta, si sarebbe potuto accompagnare a un'informazione più completa. Sul sito internet del Comune, per esempio, non c'è una parola sullo stato dei fiumi. E quello della protezione civile regionale è rimasto in tilt per tutto il giorno.

Fabrizio Merli