Chrysler, accordo Tesoro Usa-creditori
ROMA. Dopo l'accordo con i sindacati raggiunto lunedi - ai lavoratori andrà il 55% delle azioni se la Fiat avrà il 35% - ieri è arrivato anche quello tra il Tesoro Usa e i creditori della Chrysler. E giovedi, ha annunciato John Elkann presidente della Exor, saranno definiti i dettagli dell'alleanza tra la Fiat e la casa automobilistica di Detroit. Giusto in tempo per rispettare la scadenza fissata dalla task-force di Barack Obama come condizione per concedere il prestito di 6 miliardi di dollari.
L'intesa raggiunta tra il Tesoro e i creditori - che controllano circa 7 miliardi di debiti Chrysler - secondo il Washington Post prevede una svalutazione del debito a 2 miliardi. Per l'agenzia Bloomberg resta l'ipotesi bancarotta. Questo tassello, decisivo per comporre un quadro d'insieme compatibile con le richieste del governo, è arrivato dopo l'accordo tra il sindacato Uaw (la potente organizzazione dei lavoratori dell'auto), le due case automobiliste e il governo che ha ridotto severamente il costo del lavoro. L'intesa prevede una quota del 55% di azioni al sindacato, a fronte di una partecipazione Fiat al 35% mentre il restante 10% andrebbe al governo e ai creditori. I sindacati canadesi avevano già detto si.
Il n.1 di Chrysler, Robert Nardelli, ha assicurato che l'uscita definitiva di Daimler dall'azionariato dopo 11 anni favorisce l'accordo con Fiat. Per Nardelli bisogna «qualificarci per ottenere aiuti sia dal governo americano sia da quello canadese».
La fiducia in casa Fiat è palpabile per l'imminente accordo che comprende, secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal, anche la produzione di un'auto piccola negli stabilimenti americani. «Dobbiamo aspettare giovedi» ha detto prudentemente John Elkann, presidente della Finanziaria di Casa Agnelli. Che ha anche espresso sostegno all'ad Sergio Marchionne: «Seguo da vicino la trattativa, ci sentiamo con Marchionne attraverso sms». A proposito della bancarotta pilotata per Chrysler ha ribadito che il Capitolo 11 che lo prevede «è un termine che può avere molte varianti, bisognerà vedere quali sono». Sull'interesse Fiat per Opel «c'è interesse a capire cosa succede nell'industria dell'auto. Se ci fossero opportunità, siamo interessati». Il consigliere di Exor, Franzo Grande Steven è fiducioso sull'accordo: «Andrà in porto» ha detto. Tesi accolta con soddisfazione dalla Uilm, uno dei sindacati metalmeccanici, che spera in ricadute positive per il nostro Paese.
Ma in Italia la Fiat ha altri problemi. Circa 300 lavoratori della Cnh (macchine agricole) di San Mauro hanno partecipato ad una manifestazione organizzata da Fiom-Fim-Uilm in piazza Castello a Torino per sollecitare gli ammortizzatori sociali in vista dell'esaurimento della cig ordinaria tra pochi mesi. Chiedono l'estensione della cig a 104 settimane e all'80% dello stipendio e che Fiat esponga i suoi piani.