«Liberazione, festa di Patria»
VOGHERA. Dal presidente Napolitano a scendere, l'invito è fare del 25 aprile una festa di tutti: una festa di Patria per «mostrare ripetto e pietà per tutti». E questa è la linea che segue anche l'oratore ufficiale alla cerimonia di Voghera. Virginio Rognoni, a causa di un improvviso malessere, non può essere sul palco dell'Arleccino con il sindaco Aurelio Torriani, ed è sostituito da Gianfranco De Paoli che in qualche passaggio fa storcere il naso a una parte dell'Anpi.
Gianfranco De Paoli, presidente dell'associazione «Pavia risorgimentale» parte dall'esigenza della festa della Liberazione, un valore condiviso. Ma cita anche lo «spirito di fazione che fino ad ora ha impedito un passaggio culturale di questo genere». «Lo spirito di fazione - aggiunge De Paoli - è tipico dell'Italia: si è arrivati perfino a mettere in discussione il ruolo di Garibaldi e il valore dell'unità nazionale». E cita la Francia come esempio da seguire: «La Francia ha come valore base l'esprit de la Republique, lo spirito repubblicano che ha alla base i concetti di libertà, uguaglianza e fraternità. Uno spirito che ha impedito di cancellare il nome di Napoleone dai ponti e che non ha gettato nel fango, con la restaurazione, i valori della rivoluzione». De Paoli non cita la pacificazione tra partigiani e repubblichini, ma il tema è comunque in sala. l'Anpi, alla cerimonia e durante le celebrazioni, distribuisce un volanti in cui attacca duramente il progetto di legge che vorrebbe istrituire l'ordine del tricolore per partigiani, patrioti e militari che si sono alleati ai nazisti. «A febbraio - attacca il volantino - abbiamo scritto al sindaco chiedendo di portare la vicenda in consiglio perchè possa esprimere il proprio dissenso. Da febbraio l'amministrazione di Voghera non ha trovato il tempo di risponderci».