Scassinatori «per noia», tutti minorenni

VOGHERA. Ladri e scassinatori per noia, hanno tentato di svaligiare un negozio davanti al tribunale di Voghera. Poi, però, un abitante della zona si è accorto di quanto stava accadendo e ha telefonato al 112: i carabinieri sono arrivati in pochi minuti e hanno colto sul fatto i tre ladri. Potrebbe sembrare una storia di «normale» criminalità, se non fosse per l'età dei fermati: il più vecchio ha 17 anni, il più giovane arriva a stento ai 14. A finire nei guai sono stati tre minorenni vogheresi: M.T., 16 anni; G.A., 17 anni; e D.M., 14 anni. Sono tutti incensurati, ma M.T. era già noto alle forze dell'ordine vogheresi per alcuni reati contro il patrimonio. Completamente sconosciuti gli altri due: fino all'altra notte non erano mai stati fermati da polizia o carabinieri.
I tre ragazzini sono stati denunciati a piede libero al tribunale dei minori di Milano. L'accusa nei loro confronti è piuttosto seria: tentato furto aggravato. Se la sono cavata con una denuncia solo perchè sono minorenni: vista la flagranza se fossero stati maggiorenni per loro sarebbe scattato l'arresto, e ora sarebbero nel carcere di via Prati Nuovi. Quando i carabinieri gli hanno chiesto il motivo del loro gesto, i tre hanno mostrato un atteggiamento da «duri» piuttosto strafottente: nessuna traccia di pentimento. Solo uno di loro ha fornito una specie di giustificazione: «Ci annoiavamo, non sapevamo cosa fare».
Il negozio preso di mira dai tre è l'esposizione di «Interutilities», un'attività imprenditoriale intestata a Patrizia Racconi: si occupa di computer e tecnologie per aziende. La sede è in via Plana 65, a poche decine di metri dal tribunale: su via Plana si affacciano diverse vetrine.
Il terzetto è entrato in azione poco prima delle tre di notte: non è chiaro cosa ci facessero in giro a quell'ora tre ragazzini di quell'età. Si sa però che i giovani vogheresi sono passati davanti al negozio (forse per caso) e hanno deciso di svaligiarlo. Con un sasso trovato poco lontano, gli adolescenti hanno spaccato il vetro di una delle vetrine; poi hanno infilato una sorta di spranga nell'angolo della saracinesca e hanno cominciato a fare leva per scassinarla. Il rumore ha però attirato l'attenzione di un abitante della zona, che si è affacciato alle finestre e ha visto tutto, decidendo di telefonare al 112. La centrale operativa ha inviato sul posto la pattuglia del radiomobile, che per fortuna si trovava in piazza Duomo e cioè a poche decine di metri di distanza. I carabinieri sono piombati sul terzetto all'improvviso, senza sirena e senza lampeggiante, ma la precauzione è stata inutile: i tre ragazzi non hanno neppure accennato un tentativo di fuga. Probabilmente sapevano bene che per ragazzi della loro età la legge è estremamente indulgente e che quindi non rischiavano la galera. Impossibile comunque negare l'evidenza: il vetro era rotto, il sasso dentro il negozio e i segni del tentativo di scasso si vedevano chiaramente sulla saracinesca. I ragazzi non erano ancora riusciti a entrare: i titolari di «Interutilities» hanno confermato che dal negozio non manca nulla. I ragazzi sono stati a quel punto portati in caserma, identificati e denunciati. Verso le sei, dopo avere ultimato le pratiche burocratiche, i carabinieri hanno informato dell'accaduto le famiglie e hanno detto ai genitori di venire a riprendersi i figli. Non è dato di sapere quali sono state le reazioni delle famiglie, nè si sa se i ragazzi si sono resi conto di essere andati molto vicini alla prigione: nei prossimi mesi, comunque, ci sarà il processo davanti al tribunale dei minori di Milano.
A quanto pare M.T., di 16 anni, è «amico» della baby gang di minorenni che da circa un anno sta creando parecchi problemi di ordine pubblico e di microcriminalità a Voghera; gli altri due sarebbero solo dei frequentatori occasionali. Si tratta comunque di un gruppo potenzialmente molto violento: l'anno scorso tre di loro erano stati arrestati in flagranza di reato per estorsione e rapina ai danni di alcuni alunni del liceo Galilei. Nei giorni scorsi altri due «amici» della banda hanno ricevuto delle misure cautelari da parte del tribunale dei minori per gli stessi reati: avevano aggredito un 16enne in via Carl Marx, rapinandolo del cellulare e di pochi spiccioli.