L'hanno ucciso a picconate per un cappellino da 40 euro
VARESE.Un cappellino del valore di circa 40 euro: potrebbe davvero essere questo il movente per cui Jacopo Merani, 19 anni, e l'amico ventenne Andrea Bacchetta hanno ucciso a picconate dopo averlo accoltellato un ragazzino di soli 17 anni. Ma gli investigatori non credono a questa motivazione addotta dai due giovani arrestati venerdi mattina dopo una lunga notte di interrogatori e nel corso della quale avevano sempre negato ogni responsabilità, seppur cadendo in continue contraddizioni, salvo poi ammettere «senza una minima parvenza di pentimento» di aver massacrato Dean Cetic, nato in Italia da famiglia croata ben voluta nel rione varesino di Bobbiate dove vive.
Non crede «alla storia del cappellino» neppure il fratello maggiore della vittima, Dennis, ragazzo dalla vita spericolata, sul filo del rasoio e che l'anno scorso, senza patente, dopo aver preso possesso dell'auto del padre, aveva fatto una sorta di rally nelle vie del quartiere di Bobbiate schiantandosi contro una cancellata. «Non posso credere che lo abbiano ucciso a quel modo per un cappellino», dice Dennis. Lo dice anche la mamma, una donna distrutta che non ha la forza di dire nulla se non ripetere che «hanno ucciso il mio Dean». L'ipotesi verso la quale invece propendono gli investigatori è quella di un debito non saldato nell'ambito del piccolo spaccio di hashish. Vittima e carnefici non erano lontani da questo mondo. Un'indagine che, aldilà delle confessioni rese dai due ragazzi, deve ancora svelare molte cose. Ad esempio chi mercoledi sera, una voce maschile, in forma anonima aveva telefonato in Questura dicendo «Hanno ammazzato un ragazzo, si chiama Dean». Forse uno dei due assassini? Difficile crederlo per gli inquirenti anche perchè se uno dei due avesse avuto un momentaneo ripensamento probabilmente avrebbe anche dato indicazioni su dove trovare il cadavere.
Invece nulla. Hanno negato fino a quando i poliziotti li hanno messi di fronte a una prova inequivocabile: l'auto di Jacopo, seppur fosse stata lavata, aveva tracce di sangue nel baule. Tra i dettagli di una vicenda sconcertante s'inseriscono proprio un cappellino e un ciondolo persi durante il brutale pestaggio nei pressi di un campo sportivo: Jacopo e Andrea, dopo aver sepolto nel giardino della villetta del primo il cadavere, sono tornati per recuperare i due oggetti senza trovarli. Non sapevano che erano stati recuperati da una pattuglia dei carabinieri ignara dell'orrore che si era appena compiuto.