«Vagni è vivo e sta bene» Ostaggio dello stesso gruppo
ROMA.Non è stato consegnato ad un altro gruppo di rapitori. E, soprattutto, «è vivo e sta bene». Ancora una giornata di attesa per Eugenio Vagni, il volontario della croce rossa internazionale nelle mani dei ribelli di Abu Sayyaf dal 15 gennaio scorso. E ancora smentite, dopo la convulsa giornata di giovedi, quando il capo della polizia filippina aveva annunciato che Vagni era stato consegnato dai suoi rapitori ad un altro gruppo di ribelli. Una notizia che il ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto ieri di «non confermare» e che, dalle stesse Filippine, è stata poi smentita. «Al momento - ha detto il portavoce dell'unità di crisi sugli ostaggi istituita nelle Filippine Edgar Arevalo - è ancora nelle mani del gruppo Abu Sayyaf».
Nessun passaggio di consegne, dunque. E nessun blitz, assicura il governo, almeno finora. «La priorità assoluta rimane la sua liberazione in condizioni di sicurezza», ha detto Arevalo, spiegando che pur essendo stato dato il via libera all'operazione militare, per ora non c'é stato alcun blitz. Contrario ad un'azione di forza è sempre stato il ministro Frattini.