Vellezzo, «guerra» alle villette


VELLEZZO. Nuove villette al posto dei giardini, scoppia la protesta dei residenti. Questa volta il progetto del Comune di realizzare nuove abitazioni si è scontrato con la resistenza dei residenti di via Massacra, una decina di famiglie in tutto. Loro proprio non ne vogliono sentir parlare di vedere cancellato con una riga tracciata sulla cartina uno spazio verde davanti alle loro case. E sono pronti a scendere sul piede di guerra per contrastare i disegni dell'amministrazione.
«Questi sono alloggi costruiti con la legge 167 - dice uno dei residenti di via Massacra -. Case in edilizia economica popolare, cioè. Che prevedeva una parte di verde obbligatorio». Il prato in questione, appunto. Ora gli abitanti giurano di essere pronti a difendere quest'area a tutti i costi. La causa è già stata sposata dalla minoranza. In un'interpellanza, Salvatore Mantione e Leda Fraccacreta hanno rivolto alcune domande al sindaco sulla vicenda. «E' vero che il Comune vuole cambiare la destinazione d'uso del parco di via Massacra per costuirci nuove villette? - chiedono i consiglieri di opposizione -. Perchè poi, viste già le numerose abitazioni che stanno sorgendo in paese, si vuole favorire nuovi insediamenti con variazioni dell'assetto paesaggistico?». Il sindaco, Graziano Boriotti, non si nasconde dietro un dito. Anzi, non nega nulla del disegno del Comune. «Si è vero che stiamo prendendo la decisione di cambiare destinazione di via Massacra - ammette -. Ma le motivazioni ci sono. Innanzitutto l'area non è attrezzata e per farlo si dovrebbe spendere ulteriore denaro pubblico. Lo spazio, poi, non è stato adeguatamente realizzato e finito. E' in realtà una sorta di catino senza scarico delle acque che in caso di pioggia non possono essere smaltite. In quel parchetto sono stati anche piantati degli alberi che danno fastidio ai residenti, che si sono più volte lamentati per la presenza del pappo dei pioppi, in primavera». E non basta. «Soprattutto - ricorda il sindaco - l'area è spesso usata come latrina per i cani, con tutto quello che ne consegue in termini di igiene e pulizia». Da qui la decisione di costruire altre villette. Ma c'è una 'contropartita". «Prima di tutto, sappiamo bene che al momento si tratta di un'area non edificabile - conclude Boriotti -. Per questo pensiamo ad un cambio di destinazione utilizzando gli strumenti urbanistici previsti dalla legge. Pensiamo di tenere un basso indice di fabbricabilità, in modo che saranno costruite al massimo altre tre villette. Soprattutto dall'operazione reperiremo i fondi necessari per realizzare un vero parco urbano a Vellezzo che possa potrà essere utilizzato da tutti gli abitanti».

Giovanni Scarpa