Norme salva manager: Sacconi è d'accordo che vanno riscritte
TORINO. Napolitano accoglie l'appello dei parenti delle vittime del rogo della Thyssen sulla norma «salva-manager». Martedi, al Palagiustizia di Torino, durante un'udienza del processo che vede sul banco degli imputati i manager dello stabilimento italiano dell'acciaieria tedesca, i familiari delle tute blu che hanno perso la vita nella tragedia avevano dato voce alla propria preoccupazione.
Temono che le modifiche all'articolo 10 bis del Testo Unico sulla sicurezza svuotino o alleggeriscano le imputazioni a carico dei vertici della «fabbrica della morte». Per questo avevano inviato una lettera al Capo dello Stato.
La querelle ha fatto irruzione nella seconda fitta giornata torinese di Napolitano e ieri è arrivata la risposta: «Conosco la questione - ha detto il Capo dello Stato durante la visita alla Reggia di Venaria - e l'ho seguita. Anche prima c'era la preoccupazione per quella norma, l'avevamo espressa subito. In ogni caso prendo atto che stamane il ministro Sacconi si è dichiarato pronto a riscriverla per evitare interpretazioni che non sono state volute e che sarebbero pesanti anche agli effetti del processo Thyssen. Attendiamo di vedere la nuova scrittura delle norme».
Nella mattinata di oggi, intanto, Napolitano e le famiglie della Thyssen si incontreranno nella prefettura di Torino. Al Capo delo Stato verrà consegnata anche una lettera del consiglio di fabbrica dello stabilimento.
Intanto, nei corridoi di Montecitorio, il ministro Sacconi ha messo le mani avanti, sottolineando di aver parlato in precedenza con Napolitano della norma sotto accusa: «Ben prima della segnalazione della Fiom avevamo avuto modo di parlare del testo correttivo e dell'opportunità di rendere più chiaro e certo il contenuto di questa disposizione. La norma sarà riscritta con la stessa finalità, cioè definire con certezza l'ambito del concorso di colpa del datore di lavoro anche nei casi nei quali la responsabilità prevalente appare essere del lavoratore». Ovvero, puntualizza, ci possono essere comunque degli obblighi di «formazione o informazione» o anche «omessa vigilanza».