«Non potete giocare con la mia vita»


TREVISO. «La legge viola la Costituzione e le regole fondamentali della sanità mondiale stabilite dall'Oms: si è fatta carta straccia delle mia volontà. Non potete giocare con la vita di una persona». La voce esce fioca, dal videomessaggio, ma ben comprensibile: Paolo Ravasin «urla» disperatamente la sua rabbia per l'approvazione della legge-pasticcio sul testamento biologico. Quarantanove anni, malato di sclerosi laterale amitrofica (la famigerata Sla che ha colpito tanti calciatori), Paolo Ravasin vuole prepararsi alla parabola inesorabile della sua terribile malattia.
Lo «grida» al capo dello Stato Napolitano, ai presidenti di Camera e Senato. A Treviso lo sostiene la cellula Coscioni, a Roma gli fanno da portavoce i radicali.
E' il suo secondo videomessaggio. Il precedente era il suo testamento biologico forte e anomalo, fissato davanti alla telecamere perché fosse chiarissima la sua volontà sul fine vita: nessun trattamento sanitario nel momento in cui le sue condizioni di salute, rese precarie dalla Sla, fossero divenute tali da sottrargli l'autosufficienza nell'alimentarsi.
«Con grande tristezza ho appreso la notizia dell'approvazione al Senato della legge che rende carta straccia le mie direttive anticipate e in particolare la mia decisione di non sottopormi ad alimentazione e nutrizione artificiali quando non sarò più in grado di nutrirmi e bere naturalmente - dice Ravasin nel suo video - non sono un medico né un giurista, ma credo sia sufficiente essere una persona sensata per capire che, se è vero che l'articolo 32 della Costituzione impedisce di sottoporre un individuo ad un trattamento sanitario contro la sua volontà, allora è anche vero che questa legge, che non consente a me, pienamente capace di intendere e volere, di rifiutare tali trattamenti, è manifestamente anticostituzionale».
Il disegno di legge passato dal Senato alla Camera prevede che le indicazioni anticipate di trattamento eventualmente rese dai pazienti non impongano alcun obbligo giuridico al medico curante, libero di agire secondo coscienza, anche imponendo al paziente in fase terminale l'alimentazione artificiale e l'idratazione.
«Mi viene sottratta l'unica libertà rimastami, quella di poter decidere sulla mia morte - prosegue con estrema lucidità Ravasin - ognuno di noi alla fine dei suoi giorni è solo di fronte alla morte, ma lo Stato e la Chiesa qui hanno preteso di sostituirsi a Dio».
Il video-choc, pubblicato sul sito di RadioRadicale, La Repubblica e l'Ansa ha fatto in poche ore il giro d'Italia, e ha innescato nuovamente il dibattito.
«Ci aspettiamo che, dopo la tempesta suscitata dal caso Englaro, le Camere non si lancino in una corsa a perdifiato verso una legge liberticida, che va contro la Costituzione, il senso di pietà e gli orientamenti europei - ha commentato Gianpaolo Sbarra, della «Luca Coscioni» di Treviso - proporremo ai sindaci della provincia di istituire in ogni Comune un registro pubblico per i testamenti biologici, in modo da superare l'ostacolo che la legge vuole porre alla libertà di scelta di ciascuno».
Il videomessaggio di Ravasin sarà presentato a Treviso domani a Palazzo Bomben, dove verrà anche lanciata la proposta di istituire nella città un «tavolo permanente per la laicità»: un luogo di dibattito per associazioni, partiti e cittadini che si battono per l'affermazione delle libertà civili.
Alla fine del suo messaggio Paolo Ravasin fa una citazione di Piergiorgio Welby: «Credo si possa, per ragioni di fede o di potere, giocare con le parole, ma non credo che per le stesse ragioni si possa giocare con la vita altrui».

Chiara Ferretto