Varzi, paese sismico

VOGHERA.Tre cifre per definire il rischio sismico potenziale: i Comuni in «classe 3» sono a basso rischio di terremoto (la maggior parte dei comuni italiani di panura), quelli in «classe 2» a rischio medio-alto, quelli in «classe 1» ad alto rischio. L'Irpinia e l'Abruzzo, per intendersi, sono in classe 1: la provincia di Pavia in classe 3. «Quasi tutta la provincia di Pavia - corregge il sindaco di Varzi Ernesto Querciolli -. Il Comune di Varzi, infatti, è in classe 2, a rischio medio-alto». Scusi, sindaco, ma perchè mai Varzi dovrebbe essere più a rischio, ad esempio, di Bagnaria che si trova solo ad un paio di chilometri di distanza, o di Santa Margherita Staffira appena a monte? «E' una vicenda antica - risponde Querciolli -. Nel 1946 si verificò un terremoto che provocò una serie di danni. Il Comune, allora, chiede dei risarcimenti, e Varzi fini nella lista dei Comuni a medio rischio sismico. Da allora non siamo mai più usciti da quella lista anche se non si sono mai più verificati eventi sismici. Il risultato è che, a sessant'anni di distanza, abbiamo l'obbligo di costruire case ed edifici pubblici a rischio di terremoto». E tutti sono a prova di sisma? «Tutte le costruzioni successive al 1946 e tutte quelle ristrutturate hanno un certificato antisismico - assicura il sindaco - A partire, ovviamente, dagli edifici pubblici come le scuole. Cosruire cosi, mi dicono, costa il 20 per cento in più. Ma il risultato è un paese costruito a regola d'arte che non teme i danni di un veventuale, e sottolineo eventuale, terremoto». (s. ro.)