Ciliegie, nuovi metodi per conservarle
BAGNARIA.Come superare i problemi legati alla conservazione per fare della ciliegia uno dei frutti protagonisti del mercato nazionale e soprattutto oltrepadano? A domandarselo esperti e amministratori ieri mattina al convegno «Qualità e conservazione delle ciliegie: opportunità per il mercato». L'incontro è stato organizzato dal Comune in occasione dell'assemblea nazionale dell'associazione «Città delle ciliegie» ospitata quest'anno dal Comune di Bagnaria. In avvio i saluti del sindaco Gianluigi Bedini, seguito da Ferdinando Albano, presidente dell'associazione, Bruno Tagliani, presidente del Gal Alto Oltrepo, Paolo Culacciati, assessore al turismo dell'ente montano e Mario Anselmi, assessore provinciale all'agricoltura. Gli interventi tecnici sono stati coordinati da Carlo Conticchio, direttore di «Città delle ciliegie». «La ricerca pubblica e quella privata - ha iniziato Giovanni Battista Quaglia, docente della scuola di specializzazione in scienze dell'alimentazione presso l'Università 'La Sapienza" di Roma - devono procedere insieme per superare il problema del precoce deperimento del frutto». Flavio Paoletti, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran) di Roma ha fatto il punto sulle attuali tecniche di conservazione: «Si può intervenire sul deperimento del frutto riducendo la sua temperatura lungo tutta la filiera produttiva, e ciò vuol dire che le ciliegie devono essere raffreddate immediatamente dopo la raccolta e mantenersi nel banco frigo anche nella grande distribuzione. I prodotti possono poi essere conservati in atmosfera controllata o confezionati in atmosfera modificata». «Ancora in fase iniziale di sperimentazione sono invece i trattamenti attraverso il calore, mentre lo studio sta procedendo bene nel settore dei composti naturali che riducono l'azione fungina». Alberto Grimaldi della ditta Nomos S.r.l. di Olgiate Molgora ha illustrato i sistemi di refrigerazione passiva che assicurano notevoli vantaggi rispetto a quella tradizionale: «Tale processo permette di operare con assoluta autonomia energetica e conservare il prodotto per oltre 60 giorni in condizioni ottimali perché elimina la ventilazione e mantiene la temperatura intorno a zero gradi». Paola Vanzetti, tecnico del settore ortofrutta Gest-Cooper, ha posto l'accento sulla valorizzazione dei prodotti tipici: «Il produttore deve lavorare in un'ottica di continuo miglioramento fino a ottenere la certificazione regolamentata (Igp e Dop)». E la qualità è il punto di forza anche di «Volpedo frutta». Giampiero Chiapparoli ha detto: «Il nostro disciplinare di produzione non prevede la refrigerazione: il frutto viene raccolto a completa maturazione e messo subito a disposizione del consumatore. Negli ultimi anni stiamo cercando di rilanciare il mercato della ciliegia. Penso che dovrebbe mantenersi protagonista del mercato ambulante piuttosto che del difficile mondo della grande distribuzione». Ha poi concluso l'incontro l'onorevole Angelo Zucchi, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati: «Auspico un decisivo intervento da parte delle istituzioni a sostegno dell'agricoltura. Si sta facendo poco per aiutare i produttori nel difficile compito di portare la qualità del settore agroalimentare italiano nei mercati esteri».
Federica Calizzano