Clandestini salvati in mare e rifiutati a terra


PALERMO. Continua l'odissea del mercantile con a bordo 140 immigrati che da quattro giorni è fermo in alto mare tra le coste di Lampedusa e Malta, con un cadavere a bordo accanto a decine di donne e bambini. Anche ieri né l'Italia né le autorità maltesi hanno dato via libera all'attracco della nave battente bandiera panamense che mercoledi sera aveva soccorso gli immigrati a bordo di un barcone.
«La situazione è tragica, ci servono coperte e acqua non potabile: le cisterne sono ormai vuote» dice Baris Erdogdu, l'armatore del mercantile Pinar fermo nel canale di Sicilia. Tra i migranti vi sono 37 donne, due incinte, e una quarantina di minori. A bordo si trova anche il corpo senza vita di una donna incinta. Nella nave i viveri sono sempre più scarsi e le condizioni igieniche precarie rendono allarmante la situazione.
Ma lo scontro istituzionale continua. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha chiesto all'ambasciatore italiano a Malta, Andrea Trabalza, di «compiere passi al massimo livello per sollecitare un adeguato intervento da parte delle autorità della Valletta». Frattini ha allo stesso tempo rivolto all'Unione Europea un pressante appello affinché l'Agenzia Europea per la gestione ed il controllo delle frontiere esterne (Frontex) «assolva con la necessaria rapidità ed efficacia agli impegni che le sono propri e assicuri una soluzione urgente ad una dolorosa questione che non può che travalicare l'ambito bilaterale italo-maltese, e piuttosto investe in pieno le competenze e le responsabilità dell'intera Unione».
Anche l'Onu è intervenuto sul dramma del Pinar. «Di fronte a un'emergenza umanitaria come quella che si sta verificando in queste ore a bordo della nave turca Pinar, il ping pong tra Stati scoraggia mercantili e pescherecci a prestare soccorso, penalizzando sia loro sia i migranti», ha detto la portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), Laura Boldrini. «Servono immediatamente coperte - ha continuato il funzionario Onu - oltre ad acqua da bere e per lavarsi. Inoltre, i servizi igienici a bordo non sono sufficienti per tutti e la situazione va sbloccata al più presto».
Nel frattempo, ieri pomeriggio, sembrava che il comandante del cargo avesse intenzione di raggiungere comunque Lampedusa. Sul posto sono giunte subito due motovedette della Guardia costiera che hanno portato viveri agli immigrati. Inoltre da Catania si è alzato in volo un elicottero con due medici a bordo che sono scesi sul Pinar e hanno visitato i migranti che sarebbero 140 e non 154 come detto in precedenza.
Ma l'ondata di sbarchi non si è fermata nemmeno ieri. Un barcone con circa 300 migranti è stato intercettato a 30 miglia dalle coste ragusane. L'imbarcazione è stata scortata verso il porto di Pozzallo da quattro motovedette, due dalla Guardia costiera e due dalla Finanza. A segnalare la presenza della carretta è stata la centrale operativa della marina maltese, la stessa che aveva chiesto al Pinar di soccorrere gli immigrati.

Antonio Fraschilla e Sara Scarafia