Quell'arma mai ritrovata
GARLASCO.Non una sola arma (comunque mai recuperata) per uccidere Chiara, ma due diversi corpi contundenti. Come due sarebbero le persone entrate a villa Poggi la mattina del 13 agosto, entrambe più piccole di Alberto Stasi.
Lo si deduce, secondo la difesa, dalle lesioni riportate da Chiara e dalla tipologia delle macchie di sangue. Indicherebberero non un trascinamento del corpo, ma un sollevamento per le braccia e le gambe contemporaneamente. Non c'erano oggetti sospetti a casa di Alberto Stasi: anche su questo punterà la difesa. Secondo il medico legale che ha eseguito l'autopsia, invece l'arma è una sola. «Un corpo contundente con stretta superficie battente, spigolo o spigoli molto netti, una punta talora usata come tale». Si è ipotizzata una piccola piccozza o zappetta da giardino, come l'oggetto più corrispondente alla descrizione. Ma anche un martello da muratore, una mazzetta da carpentiere, una chiave inglese. Alberto Stasi in un'intercettazione si augura che venga sequestrata perfino una stampella. Subito dopo i fatti erano stati sequestrati anche degli alari da camino a villa Poggi. (a.m.)