Negozi automatici, a Pavia piacciono

PAVIA. Dopo le macchinette per il caffè a scuola e i caselli autostradali della Torino-Piacenza, l'automazione sbarca nei negozi. A Pavia sono comparsi da qualche mese i primi due negozi interamente automatici, senza la presenza di alcun commesso, il Free shop di corso Cairoli e il Brekky di via San Giovannino, vicino al cimitero. Colori sgargianti, niente barriere architettoniche nè porte, cartelli in bella vista e tanti dispenser al posto degli scaffali. Tra i clienti e il prodotto, invece del negoziante, c'è il vetro, e la massima libertà di scegliere a che ora fare la spesa o recuperare all'ultimo minuto l'articolo mancante per la cena. Sono apprezzati dai clienti e magari presto ne sorgeranno altri.
Il negozio di corso Cairoli è gestito da Antonio Marchetti, che ha importato l'idea direttamente da Torino dove ce ne sono una trentina. Dalle gomme da masticare agli spaghetti, alle lasagne surgelate, si trova di tutto nel negozio arancione con il forno a microonde per scaldare i cibi precotti mentre si aspetta la fine del ciclo della lavatrice a moneta. Nella macchina supermarket il pacco di pasta costa 1,50 euro, il caffè da 250 grammi 3,50 euro, mezzo litro di latte un euro, 2,50 un tramezzino. Chi compra all'automatico? «Al mattino le massaie che hanno dimenticato qualcosa al negozio - racconta Marchetti -, a pranzo i dipendenti degli uffici, la sera single e professionisti che tornano tardi dal lavoro, la notte soprattutto giovani che si fanno uno spuntino con un panino o un piatto surgelato e scaldato». Il locale è videosorvegliato, per ora nessun vandalismo, solo biglietti di ringraziamento. Come quello che augura una pronta guarigione al forno guasto.
Anche al Brekky di San Giovannino i bigliettini di ringraziamento sono una costante. Lo spiegano Alberto Vendramin e Bina Lavorato, i coniugi che lo gestiscono. Fanno gli operai in un'azienda farmaceutica, ma quando a una fiera hanno scoperto questo franchising hanno deciso di provarci: «I costi di gestione sono bassi ed è l'unica attività che possiamo conciliare con i turni dell'altro lavoro» racconta Bina. In un angolo c'è anche il contenitore della raccolta differenziata, e poi macchinette-negozio per tutti i gusti: fazzoletti di carta 70 centesimi, dado per brodo 1,30 euro, wurstel 1,50, confezione di pastina un euro e venti, mezzo litro di latte 80 centesimi. Un piatto di tortelloni da scaldare? 3,50 euro, con uso del microonde gratis. Afferma Alberto Vendramin: «Il nostro è un negozio di vicinato che non vuole sostituirsi a quelli tradizionali ma affiancarsi, offrendo la comodità di acquisti in qualunque momento della giornata». Compiono invece un anno a maggio le casse self service all'Iper di Montebello e, a sorpresa, si scopre che hanno conquistato gli anziani. La cassiera dall'alto della sua postazione controlla le quattro casse con due soli occhi e accorre quando il codice a barre fa cilecca o qualcuno 'dimentica" qualche articolo.