Gioielliere spara e ferisce un bandito
MILANO.Ha reagito sparando contro l'uomo che l'ha picchiato selvaggiamente con l'intenzione di rapinare il negozio. Tre colpi secchi calibro 22 hanno ferito in modo grave il bandito (le sue condizioni sono migliorate in serata) e ora, entrambi sono ricoverati in ospedale. E' successo a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Il gioielliere Remigio Radolli, 59 anni, è stato trattenuto dai medici per le lesioni riportate durante l'aggressione. Il rapinatore lo ha bastonato a sangue e preso a calci e pugni, tanto che Radolli ha riportato un'estesa ferita sulla testa, suturata con 18 punti, e alcune costole rotte. L'aggressione è avvenuta alle 9,30 di ieri mattina.
Fuori dal negozio c'erano due complici vestiti con pettorine della nettezza urbana, che facevano da palo, ma sono fuggiti dopo aver sentito il primo sparo. Il rapinatore, trasportato all'ospedale Niguarda, è stato sottoposto ad un'operazione chirurgica e si trova in prognosi riservata. I medici non escludono un altro intervento poiché le sue condizioni sono piuttosto gravi.
Sul terribile episodio indagano i carabinieri di Monza i quali hanno ricostruito la dinamica della tentata rapina e sono in attesa degli accertamenti scientifici. Secondo la testimonianza di Remigio Radolli, il bandito è entrato nella gioielleria con la scusa di vedere un orologio ma appena il titolare si è chinato per prenderlo dal bancone, lo ha assalito brutalente picchiandolo con violenza. Radolli è riuscito ad estrarre il revolver che aveva in tasca sparando tre colpi che hanno preso in pieno il bandito. L'aggressore non si è fermato nonostante le ferite, anzi. Gli ha strappato la pistola di mano e, pare, ha sparato anche lui.
La lotta è proseguita in modo concitato tanto che i due sono finiti nel retro del negozio, un ampio box, dove il rapinatore si è accasciato lasciando a terra anche la pistola. Secondo quanto raccontato dal commerciante, il bandito parlava con un accento dell'Est Europa. Ora gli investigatori stanno dando la caccia agli altri due compici fuggiti durante il tentativo di rapina.
«E' pieno di botte, ha un occhio gonfio e il volto tumefatto», ha raccontato Fabio Radolli, figlio del gioielliere, «però è abbastanza tranquillo e riesce ancora a scherzare. Non so se lo tratterranno per molto in ospedale. Comunque non ha chiesto nulla del rapinatore. Era la prima volta che mio padre usava la pistola. Un revolver acquistato solo un anno fa e regolarmente denunciato». Il gioielliere viene descritto come un uomo estremamente gentile dai cittadini del quartiere dove il suo negozio è attivo da oltre trent'anni.
Oltre a Fabio, che lavora in un colorificio a 20 metri dalla gioielleria, ha un altro figlio, Davide, che ha una gioielleria a Monza. Molti gli attestati di solidarietà ricevuti da Radolli, non ultimo quello della Confcommercio che ribadisce il ruolo di vittima del gioielliere: «Ha sparato al bandito per legittima difesa». E ieri sera la Lega ha organizzato una fiaccolata a Cinisello Balsamo.