San Matteo, pulizia nel mirino

PAVIA. Nei reparti la caposala tiene la candeggina nell'armadietto, perchè nel corso della giornata «c'è sempre da ripassare un bagno o un pavimento». Negli ascensori in certe giornate si trova di tutto: cerotti, bicchierini del caffè vuoti, pezzi di carta straccia. Come pure sulle scale, tra un piano e l'altro, e nei sotterranei. Per non parlare dei mozziconi, a migliaia, che tappezzano gli anfratti tra cliniche e viali, lanciati dalle finestre. Al San Matteo quello della pulizia sta diventando un problema. E l'appalto con la nuova impresa slitta ancora.
Al primo maggio avrebbe dovuto entrare in servizio al policlinico la ditta vincitrice dell'appalto per le pulizie. Ma la gara slitterà di almeno un mese, si va a giugno.
«E c'è un ritardo nel bandire le selezioni per gli ausiliari. Uno dei tre progetti creati per riqualificarli prevede appunto il loro impiego in questo ambito. E finora non è accaduto nulla» riflettono i sindacati (rsu, Uil, Fsi, Cisl e Cgil). Nel frattempo la pulizia all'interno dell'ospedale è garantita dalla ditta in scadenza, che ha potenziato dove possibile il personale. «Purtroppo non basta - dicono in molti reparti -. In una struttura sanitaria l'intervento richiede una certa competenza, non è come fare le pulizie in un ufficio». Ci sono tempi, necessità, imprevisti diversi. Per questo gli infermieri ripassano con la candeggina perché la giornata in una corsia è in continua evoluzione e non si può aspettare il passaggio successivo dell'impresa. Per quanto i turni siano stati potenziati. E cosi si trovano pezzi di garza, cerotti, mozziconi sui gradini, negli androni (anche per colpa di visitatori e utenti poco civili). E, negli ultimi giorni, sono ricomparsi anche gli scarafaggi.
«In alcune unità operative il lavoro degli ausiliari è peggiorato - dicono i sindacati -. Sono state spostate alcune persone che hanno vinto la selezione, e quindi ne avevano diritto. Ma questo ha sguarnito alcune aree e la qualità ne ha risentito». Ingresso della nuova impresa di pulizie e avvio dei corsi di riqualificazione degli ausiliari non sono stati sincronizzati. E neppure l'arruolamento degli operatori socio sanitari che, in alcuni reparti, avrebbero sopperito in parte alle carenze. «Era una cosa che temevamo - dicono i sindacati -. Già in fase di trattativa avevamo delle perplessità ma l'azienda mostrava sicurezza nel realizzare i progetti sugli ausiliari. A due mesi dall'assemblea è ancora tutto fermo. Le feste pasquali sono passate, ora chiediamo un incontro ai vertici per definire le fasi operative del progetto. Anche perché le vacanze estive si avvicinano e si dovrà fare i conti con la riduzione del personale».