Santoro attacca, ma ringrazia Bertolaso
ROMA.Per la censura sono bastate dieci vignette. Per la «resurrezione» ne ha avute 14. Michele Santoro ha sfidato il direttore generale Rai e ha ospitato al telefono e in striscia Vauro Senisi, finito alla gogna per le vignette sul terremoto. Il direttore generale Mauro Masi lo ha sospeso per la vignetta sulle cubature dei cimiteri. Ma l'arcivescovo dell'Aquila, Molinari, tra i più contenti per la defenestrazione di Vauro, precisa che a farlo arrabbiare è stata la vignetta su Berlusconi Nerone. «Avvertite Masi, abbiamo sbagliato il corpo del reato», avverte Santoro. Poi la palla passa a Francesca finta vignettista. Parla con Vauro al telefono. «Si lo so che nessuno ha censurato Berlusconi sulla barzelletta sull'Olocausto, ma lui è più furbo, ritratta», dice. «Lo so che ha mimato una raffica contro le giornaliste russe, ma poi ha detto di averlo fatto simpaticamente e di aver mirato alle gambe. Vauro fai attenzione perché Masi ha detto che d'ora in poi saranno censurate tutte le battute che non capisce, tranne quelle del fantasma formaggino». Ora scusa ma tocca alle vignette riparatorie, dice Francesca, sottolineando che in Italia uno che ha sensibilità specula prima delle tragedie e poi si unisce al coro del dolore. Francesca alias Vauro propone come «atto riparatorio»: la Via Crucis del precario. 14 stazioni. La prima recita: «condanna a morte».
Embè con quello stipendio pensavi anche di campare. L'ultima, dopo un calvario infinito che vede il precario appeso con un solo chiodo tanto per il ricordargli la sua condizione, recita: «Tirate su che si ricomincia».
La serata era cominciata molto più soft. «Berlusconi ci divide, ma io vi adoro anche se qualche volta non vi capisco». Michele Santoro, in apertura della puntata 'riparatoria" di Annozero, ringrazia tutti i colleghi per la solidarietà ricevuta e a sua volta mostra «compassione» per i giornalisti del Giornale che «poveretti, si trovano a dover scrivere pagine e pagine su di me». «Ma come? Avete fatto memorabili battaglie per la libertà di satira, avete condotto una battaglia a favore delle vignette sull'Islam e adesso ve la prendete con Vauro?», gli chiede Santoro. «Se questa è la puntata di riequilibrio... a me sembra una puntata di sfida e di attacco», commenta Mario Giordano, direttore del Giornale.
Al presidente della Camera che ha bollato come indecente la puntata di Annozero sul terremoto, Santoro ricorda che all'epoca delle vignette su Maometto, lo stesso Fini dichiarò che sarebbe stato un segnale di «intolleranza» non pubblicarle. E Vauro? Per ora è a San Pietroburgo, ma Santoro è certo che la sua matita tornerà a graffiare già giovedi prossimo. Perché? «Perché bisogna fare come dice Emilio Fede che ha detto che affinché Berlusconi vinca ci deve essere Annozero». «Noi siano un Tg4 fatto bene, Vauro tornerà, Berlusconi vincerà e tutti vivremo felice e contenti».
Tocca poi a Marco Travaglio fare le pulci all'informazione passata sul terremoto sui giornali e in televisione. Travaglio la prende da lontano. Comincia con i titoli dei quotidiani, e ancora del Giornale, sul terremoto in Umbria di dodici anni fa. Al governo c'era Romano Prodi. «Soccorsi scoppia la rissa», titolava il giornale della famiglia Berlusconi.
La palla torna a Santoro che a scanso di equivoci, ringrazia Bertolaso e la potezione civile per il lavoro svolto in Abruzzo. E lo fa a partire dalle cifre. 12 mila uomini in campo, 75mila persone alloggiate... «Noi però vogliamo parlare di prevezione». La linea va a un medico del 118 che all'Aquila ha perso suo figlio. E' un uomo pacato, spezzato dal dolore che ha scritto a Guido Bertolaso una lettera nella quale ha contestato l'imprudenza delle istituzioni.