Uccisi a bastonate nella loro villa il re del grano Ambrosio e la moglie


NAPOLI. Balordi, forse dell'Est. Franco Ambrosio, ex re del grano a capo di una holding da 1300 miliardi di fatturato negli anni Ottanta, è stato sorpreso e massacrato insieme alla moglie con una mazza di ferro nella sua villa di Posillipo. Una rapina finita in tragedia, per un bottino stimato di 50mila euro. Ambrosio, 77 anni, è stato trovato in cucina con il cranio sfondato, in pigiama.
La moglie, Giovanna Sacco di 72 anni, era in un disimpegno all'ingresso della villa.
A dare l'allarme alle 8 del mattino è stato un operaio impegnato nei lavori di ristrutturazione di una parte dell'abitazione che si erge, a picco sul mare, in uno degli angoli più belli di Napoli: la Gaiola. Una banda di stranieri, albanesi o romeni, specializzata in furti nelle ville è la pista seguita dagli inquirenti che si sono trovati davanti ai segni di un crimine con modalità «non italiane». Gli assassini, forse tre, hanno dapprima bivaccato nella campagna vicina e in una dependance della villa, disabitata nel giorno di Pasquetta. Scolate bottiglie di champagne e schweeps, sono entrati in azione tra mezzanotte e le due credendo deserta la villa. Hanno sfondato una porta finestra trovata rotta che a sua volta accede a una terrazza.
Il rumore del vetro ha svegliato i coniugi, Ambrosio è balzato in cucina dove ha incrociato i malviventi, che lo hanno colpito più volte alla testa con una mazza. Poco dopo i ladri assassini si sono trovati di fronte la moglie, che si era addormentata su un divano davanti alla tv, massacrandola. La banda ha poi messo a soqquadro le stanze dell'intero primo piano, dove l'imprenditore e la moglie erano andati a vivere in attesa della ristrutturazione. E li hanno razziato gioielli, cellulari, carte di credito ma non sono stati in grado di svellere dal muro la cassaforte. Hanno ignorato i dipinti di scuola napoletana, roba d'autore e di gran valore, dato che conferma come ad agire non siano stati dei professionisti ma ladri trasformati in assassini dalle circostanze.
L'ammontare del furto si aggirerebbe sui 50mila euro. A presidio della villa c'e solo un antifurto, peraltro non funzionante. E per i ladri è stato un gioco anche squagliarsela per la campagna. L'autopsia accerterà se le vittime hanno tentato di difendersi. Le indagini coordinate dal pm Antonio D'Alessio hanno subito messo a fuoco le modalità della rapina: il vetro rotto, le bottiglie vuote, i segni del bivacco. E la violenza nell'uccidere. I ladri sarebbero rimasti nella dependance per 24 ore e, ubriachi, hanno tentato di razziare quello che potevano. Prima di andare via uno dei banditi ha anche defecato davanti alla villa. «Un modus operandi che non è di ladri italiani o napoletani, modalità tipiche di balordi stranieri», sottolinea il capo della Mobile, Vittorio Pisani.
Tante le tracce lasciate dai malviventi, impronte digitali su bottiglie e altre suppellettili, mozziconi di sigaretta, bottiglie e bicchieri. «Li hanno massacrati, li hanno massacrati» ha gridato Carola, una delle nuore di Franco Ambrosio. Fuori la villa, la processione di amici e parenti sbigottiti.
Massimo Ambrosio, figlio maggiore dell'imprenditore, abita nella dependance della villa a cento metri dai genitori. E' toccato a lui per primo scoprire i genitori in una pozza di sangue e riconoscerli.

Ferruccio Fabrizio