Meno assenze per malattia
VIGEVANO.Sono diminuite del 26 per cento le assenze per malattia dei dipendenti del Comune di Vigevano, nel confronto tra febbraio 2008 e febbraio 2009. Il dato è stato pubblicato sul sito del ministero della pubblica amministrazione e l'innovazione, facente capo al ministro Renato Brunetta. Il Comune di Vigevano si trova, nella graduatoria, tra il Comune di Milano e l'Asl della provincia di Cremona. «Il nostro non è un Comune assenteista - evidenzia Cinzia Casarotti, coordinatrice della Rappresentanza sindacale unitaria dell'ente - e, del resto, né i dirigenti né gli assessori si sono mai lamentati del lavoro svolto dal personale». Il nostro è un dato nella norma e poi bisogna anche vedere in quale periodo viene registrato: ci sono periodi in cui, ad esempio, l'influenza colpisce molti lavoratori anche di altri settori, non solamente i dipendenti pubblici. Il decreto Brunetta, però, ha prodotto anche situazioni non ottimali: perché ci sono colleghi che vengono a lavorare anche quando hanno la febbre». Il segretario generale, qualche mese fa, aveva diffuso una mail interna per dire ai dirigenti che gli erano stati segnalati casi di dipendenti che timbravano il cartellino e andavano a fare la spesa. «Era un impulso a un maggior controllo indirizzato ai dirigenti - spiega la sindacalista - e qualcuno si è arrabbiato. Ma timbrare e uscire dal servizio non si fa». Ma qualche fannullone c'è o no nel Comunedi Vigevano? «Bisogna chiederlo ai dirigenti e capiservizio - risponde Cinzia Casarotti - e i primi a dare il buon esempio, come dice il segretario generale, devono essere loro». Sul sito del ministero, comunque, vengono segnalati anche casi di buona amministrazione, e Vigevano ne fa parte con il micronido interaziendale Pollicino, che ha per referente Carlotta Collivignarelli, responsabile del Servizio educativo asili nido e servizi alla prima infanzia. «Il progetto promosso dal Comune rappresenta il primo esempio in Italia di Nido costruito all'interno di un 'amministrazione comunale in sinergia con il privato sociale - è scritto nella scheda di presentazione -. L'idea è scaturita dalla difficoltà delle donne lavoratrici di conciliare i tempi del lavoro con i tempi della vita. Il processo esalta il valore di cooperazione tra servizio pubblico e servizio privato, perché assicura una migliore fruizione dei servizi da parte degli utenti e delle loro famiglie». (d.a.)