E' giallo, i tre cadaveri rimangono senza nome
LINAROLO. Tre cadaveri senza nome. Sono quelli trovati nel Pavese negli ultimi anni. Il primo nel comune di Inverno, il secondo nelle campagne vicino a Casorate e il terzo, quello più recente, al ponte della Becca. I carabinieri, nonostante gli sforzi, non sono riusciti a identificarli e il mistero delle loro identità rischia di rimanere tale. Non sono servite le impronte digitali e gli appelli lanciati attraverso i giornali: nessuno ha reclamato quei corpi. Due, quelli di Monteleone e Casorate, sono stati sicuramente uccisi mentre per il terzo resta il dubbio.
L'ultimo cadavere senza nome è quello che è stato ritrovato, circa um mese fa, vicino al ponte della Becca. Si tratta di un uomo di pelle bianca rimasto nelle acque del fiume per un periodo di almeno quattro o cinque giorni. Non ci sono ferite oppure lesioni che possono ipotizzare chiaramente un omicidio e quindi il mistero resta anche sulle cause del decesso.
Il medico legale che ha eseguito l'autopsia si è preso sessanta giorni di tempo per consegnare l'esito degli esami istologici. Il corpo presenta lesioni compatibili al lungo sballottamento in acqua e a colpi contro tronchi d'albero trascinati dalla corrente oppre contro le rive del fiume. Non sono stati notati segni di colpi di arma da fuoco. I carabinieri hanno risalito le rive del Ticino anche in elicottero per trovare eventuali automobili o mezzi lasciati dallo scomparso prima di finire nel fiume. Ma non è stato trovato nulla da poter collegare al cadavere senza nome. Le indagini comunque sono ancora in corso.
L'estate scorsa il corpo di un uomo di età intorno ai 50 anni era stato trovato nelle campagne alla periferia di Casorate lungo la strada provinciale che porta verso Rosate. Era stato sicuramente ucciso, forse a bastonate. Le lesioni alla testa non avevano lasciato dubbi. Ma era rimasto il giallo del nome di un uomo che forse era stato scaricato in quel posto.
Il 14 giugno del 2007 il corpo di un uomo ucciso a coltellate era stato trovato in una roggia vicino al campo sportivo di Inverno. Carnagione chiara, potrebbe essere di origine slava oppure italiano, al momento del ritrovamento indossava una maglietta scura e un paio di jeans. Il corpo era in uno stato di decomposizione molto avanzato.