La Maestrale lascia Gibuti: «Pronti a ogni evenienza»

ROMA.Ha lasciato il porto di Gibuti dove si è fermata per poche ore - giusto il tempo di rifornirsi - la fregata della Marina militare italiana Maestrale.
La nave, partita il 2 aprile da Taranto, dopo la notizia del sequestro dei marittimi italiani, partecipa alla missione Atalanta, l'operazione di contrasto alla pirateria nell'Oceano Indiano guidata dall'Unione Europea. La freagataMaestrale opera sotto il comando dell'Ammiraglio di Divisione Philip Jones, alla guida dell'EU Operational Headquarters di Northwood (Regno Unito). Alla missione partecipano attualmente unità navali britanniche, francesi, greche, tedesche, e spagnole inserite nel gruppo aeronavale guidato dal Commodoro greco Antonios Papaioannou.
L'operazione Atalanta è partita il 13 dicembre 2008 con la decisione della UE di inviare un gruppo di navi nell'area a seguito dei numerosi attacchi di pirateria al traffico commerciale in transito.
L'impegno della Marina Militare italiana per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della pirateria e per la sicurezza delle rotte commerciali ha avuto inizio nel 2005, con la partecipazione del pattugliatore Granatiere all'operazione «Mare Sicuro», ed è continuato negli anni fino a pochi giorni fa con la missione del pattugliatore d'altura Comandante Bettica.
La fregata Maestrale appartiene al Comando delle Forze d'Altura della Marina, ha un equipaggio di 220 marinai, dispone di due elicotteri AB 212 ed è posta al comando del Capitano di Fregata Angelo Virdis.
Nel caso (ma a quanto è dato capire si tratterebbe di un'ipotesi estrema) sio decidesse di intervenire militarmente per liberare gli ostaggi spetterebbe al paese di provenieneza dei prigionieri (l'Italia appunto, malgrado l'equipaggio misto) organizzare materialmente l'attacco. Naturalmente con l'appoggio organizzativo di tutte le altre nazioni. Ma a entrare in azione sarebbero i nostri incursori di marina.