«Niente fuochi alla Sensia, soldi all'Abruzzo»

VOGHERA «Non facciamo i fuochi artificiali, diamo quei soldi alla gente d'Abruzzo». La proposta di due consiglieri comunali agita la vigilia di Pasqua vogherese. Cancellare il grande spettacolo pirotecnico previsto per domenica 24 maggio alla fine della «Sensia 2009» farebbe risparmiare dai 16 ai 20mila euro. «Quei soldi potrebbero essere inviati per sanare qualche ferita del terremoto dell'Aquila», sostengono Sergio Valassi e Sergio Vitellini. L'idea dei due consiglieri di minoranza viene bocciata a toni alti dal sindaco Aurelio Torriani: «Questa è solo una forma di bieco opportunismo politico, è pura demagogia».
I fuochi artificiali della Fiera dell'Ascensione portano tradizionalmente in città migliaia di persone. Fanno festa, regalano 40 minuti di allegria e stupore. Sono la degna conclusione della più importante rassegna cittadina e oltrepadana. «Tutto vero, ma si può rinunciare, per fare qualcosa di concreto in questo momento particolare dove certo non ti viene voglia di fare baldoria», chiosano Sergio Vitellinie Sergio Valassi. Aurelio Torriani sul cambio fuochi-solidarietà sente puzza di bruciato, ovvero di mossa propagandistica. E' scatenato. «Non diciamo sciocchezze - afferma - non è cosi che un'amministrazione responsabile può dare il proprio contributo nei confronti di questa tragedia nazionale. Noi aspettiamo che dalla Provincia e dalla Regione vengano date indicazioni precise. Serve programmazione e non iniziative improvvisate». Dunque, vista da qui fuochi senza pentimenti. «Lo dico chiaramente. La proposta a me puzza di demagogia allo stato puro - sbotta Torriani - mi verrebbero giudizi anche peggiori nei confronti di chi l'ha ideata». Discorso chiuso. Senza appello. Ma con probabili strascichi polemici. Fuochi e veleni. All'apparenza più diplomatico Giampiero Rocca, presidente dell'Asm (ovvero chi organizza la festa vogherese): in prima battuta si dice possibilista sulla proposta, ma con molti distinguo. Poi precisa: «Va benissimo lanciare delle idee, discutiamole pure. Ma serve qualcosa di serio e di studiato - afferma - Martedi riuniremo il gruppo di maggioranza e discuteremo in quella sede cosa fare realmente per l'Abruzzo». Dice la sua anche Luigi Bassanese, consigliere di maggioranza, ma soprattutto dirigente della Croce Rossa impegnato a coordinare gli aiuti locali (culminati ieri con la raccolta di generi alimentari, e non solo, in alcuni supermercati). «Togliere i fuochi artificiali? Non credo sia utile. E allora perchè non asfaltare una strada o rinunciare a qualche altro progetto cittadino? Non credo proprio si debba agire in questo modo. Piuttosto si dovrebbe dar vita quanto prima a un ufficio di coordinamento vogherese delle varie iniziative di solidarietà». «Eliminare i fuochi artificiali per aiutare l'Abruzzo? Certo, senza indugio. Per un anno si può benissimo rinunciare a una notte di botti per dare il nostro contributo a un'ottima causa umanitaria»: ne è convinto Romano Menini, presidente della Pro Loco Città di Voghera. Anche questo parere ha il suo peso. Fuochi o non fuochi? Dall'assessore Maurizio Schiavi arriva un'altra proposta destinata a stimolare ulteriore dibattito in città. «Non fare lo spettacolo pirotecnico? Sono possibilista - è l'esordio dell'amministratore che si occupa di cultura e sport - Io, però, piuttosto, proporrei di non fare la Notte Bianca. Ormai è diventata un bivacco notturno per pochi scatenati. Si potrebbe tranquillamente farne a meno, soprattutto se sull'altro piatto della bilancia ci fosse un aiuto concreto ai terremotati». «Di fronte a quello che è successo si può di certo rinunciare a tutto ciò che è futile, fuochi artificiali inclusi. Io sarei d'accordo a non farli» osserva Giannantonio Pozzoliconsigliere di maggioranza e da sempre attivo volontario del'Oftal (che organizza i viaggi a Lourdes). Il fronte aiuti. Servono. Continua cosi la mobilitazione delle associazioni oltrepadane. La Caritas diocesana oltre a fondi e generi di prima necessità, ha raccolto la disponibilità di una quindicina di famiglie vogheresi e oltrepadane per ospitare alcune delle famiglie travolte dalla tragedia d'Abruzzo. La voglia di fare sta crescendo. Fuochi o non fuochi.