Oggi chiuso, si recupera il 25

GARLASCO.Giorno di Pasqua con qualche malumore tra i piccoli negozi di alimentari che non tengono pane (oggi chiusi), e la promessa dell'assessore al Commercio di tentare una soluzione in vista del 25 aprile, un sabato, quando la chiusura dovrebbe ripetersi: «Venite in Comune, cercheremo di aggiustare il calendario delle aperture straordinarie pianificate a inizio anno, ma per il futuro fatevi vivi quando è il momento». A monte la disposizione regionale per cui nelle feste comandate vale la chiusura delle attività commerciali, ad eccezione degli alimentari fino a 150 metri quadri che producono e vendono pane (250 per le città con più di 10mila abitanti) e gli esercizi funzionanti la domenica mattina, edicole, rosticcerie, pasticceri, tabaccai, fioristi. Ad alcuni dei titolari degli alimentari esclusi dalla deroga la situazione non piace: «Che senso ha? - sbottava ieri uno dei diretti interessati, un numero di negozietti non superiore alle dita di una mano -. Io devo abbassare la saracinesca e poco più in là vedo il mio vicino lavorare, solo perché a differenza mia vende pane». A preoccupare non è tanto il mancato guadagno della mattina di Pasqua, bensi quanto non entrerà in cassa sabato 25 aprile, altra festa per cui scatta la disposizione di Regione oggi in discussione. Ma se la deroga arriva dal Pirellone, il Comune quando e come entra in gioco? A quanto spiega l'assessore di competenza lo schema di riferimento è la liberalizzazione del commercio stabilita dalla legge Bersani e la disposizione regionale relativa alle ricorrenze. Il resto è a discrezione degli operatori, che devono però permettere all'Ufficio commercio di calendarizzare il tutto a inizio anno. Per i negozi di vicinato significa spalmare otto aperture straordinarie, oltre la prima domenica del mese in cui a restare aperte sono le medie strutture. «Il calendario si pianifica a inizio anno - rimarca l'assessore -. Ma all'incontro aperto agli operatori si presentano sempre e solo i soliti, e guarda caso la categoria degli alimentaristi è proprio la meno rappresentata, in Comune ne verranno un paio». Tutto per dire che «se chi si lamenta avesse aderito al summit, oggi avrebbe potuto lavorare, chiedendo una deroga alla deroga di Regione». A quanto pare però c'è la possibilità di rimediare proprio per il 25 aprile. Collivignarelli assicura di essere disponibile ad attivarsi subito: «Ci provo, però i negozi devono farsi vivi già nei prossimi giorni. Troppo comodo protestare senza mai partecipare alle riunioni».
Simona Bombonato