I medici: portate all'Aquila l'ospedale da campo del G8
L'AQUILA. Nell'Abruzzo aquilano si comincia a superare la fase dell'emergenza e ad avviare quella della riorganizzazione e della ricostruzione. E L'Aquila riparte innanzitutto dalla sanità. E' operativo, da ieri, l'ospedale da campo allestito dinanzi alle strutture del San Salvatore, dichiarate inagibili dopo il violento terremoto di domenica notte. Ora tutto funziona per gestire le emergenze.
La situazione, però, potrà reggere per due o tre mesi al massimo. Di qui la proposta, avanzata alla Protezione civile, di destinare alla città dell'Aquila, dopo il G8, la struttura sanitaria che si sta allestendo per il vertice della Maddalena. «Oggi, nell'ospedale da campo - spiega Rosario Chiarenza, della Protezione civile - funzionano una sala operatoria per le sole emergenze (c'è stato anche un parto cesareo) e alcuni reparti, per una capienza di 80 posti letto che crescerà nei prossimi giorni. Ci sono anche una tac mobile e un reparto di radiologia da campo».
Ma, nonostante l'emergenza, c'è anche qualche piccolo miracolo tra le tende dell'ospedale da campo dell'Aquila. E' il caso del reparto di dialisi, messo in piedi a soli tre giorni dal terremoto. «Lo abbiamo tirato su in due giorni - racconta il primario, Stefano Stuard - grazie alle attrezzature che abbiamo recuperato nel vecchio reparto, quelle messe a disposizione dalla Protezione Civile e al circuito di dialisi che ci è stato fornito da una ditta tedesca». Ora, la tenda ospita dieci posti letto. «E' lo standard di un ospedale di media grandezza», fa notare il primario. «Possiamo assistere qui tutti i dializzati che sono ospitati nelle tendopoli a ridosso della città».
Ma la situazione dell'ospedale da campo, in ogni caso, non potrà reggere oltre l'estate. «L'Aquila - sottolinea il direttore generale della Asl, Roberto Marzetti - è una città molto fredda e già da settembre ci sarà impossibile tenere i malati sotto le tende». L'ospedale da campo che si sta allestendo per il G8 della Maddalena «soddisferebbe in pieno le nostre esigenze e ci consentirebbe di attendere con relativa tranquillità la ristrutturazione degli edifici esistenti, oppure la costruzione di un nuovo ospedale». Sabrina Cicogna, segretaria della Cisl medici, intanto chiede la nomina immediata di un commissario ad acta, che individui una nuova area dove far sorgere l'ospedale.