«La nostra spedizione bontà»

CAMPOSPINOSODalla teoria alla pratica in 24 ore. Tanto ci è voluto agli amici del «Comitato TeT» (ovvero: Torrevecchia&Timpone, due paesi calabresi) per organizzare una spedizione lampo in Abruzzo con lo scopo di portare generi di prima necessità alle popolazioni terremotate. Si chiamano Osvaldo Santoro e Gerardo Quintiero, il presidente e il vicepresidente di questo comitato formato famiglia che raccoglie un affiatato gruppo di calabresi doc trapiantati in Oltrepo pavese, ma legatissimi alla propria terra d'origine, nel nome della quale si riuniscono spesso e volentieri per feste, iniziative e rimpatriate.
Ma il Comitato dei calabresi-oltrepadani non aveva finora mai concepito un'idea a sfondo solidale di tale portata. Tutto comincia quando Osvaldo Santoro e la moglie Dora, davanti alle immagini agghiaccianti proposte dalla tv a partire da lunedi scorso, hanno voluto imbastire una buona azione umanitaria: «Pensavamo di fare una colletta tra noi del comitato per raccogliere denaro - spiega Osvaldo Santoro - Poi ci siamo ricreduti subito: i soldi, infatti, possono anche essere persi per strada, nel senso che non hanno una destinazione diretta e immediata. Cosi abbiamo scelto di organizzare una raccolta di viveri e beni di prima necessità, recandoci noi stessi il prima possibile all'Aquila per consegnare nelle mani delle autorità locali il frutto della nostra colletta».
Da qui, i coniugi Santoro hanno dato comunicazione dell'iniziativa a parenti e amici e ai membri del comitato: «A questo punto è successo qualcosa che non ci attendevamo - continua il presidente Osvaldo - Si è attivata una catena di solidarietà enorme per cui la voce è stata diffusa a macchia d'olio. Capendo che potevamo ambire a portare in Abruzzo un bel carico di merci, abbiamo anche realizzato un volantino da divulgare nella nostra zona».
E proprio questo volantino, realizzato in fretta e in modo artigianale, ha fatto un giro vorticoso tra le case e gli esercizi commerciali dell'Oltrepo: «Coloro a cui lo abbiamo lasciato hanno, a loro volta, realizzato delle fotocopie e diffuso ulteriormente il messaggio col risultato che abbiamo ora sotto gli occhi: un mare di scatoloni e sacchetti. Ci hanno chiamato persone sconosciute che sono venute a sapere di questa iniziativa proprio in questo modo oppure da facebook dove il messaggio è comparso, grazie a un'amica, lo stesso giovedi della partenza». La parte logistica di raccolta ha avuto luogo in una giornata soltanto. L'idea di intervenire in modo diretto su questo cataclisma che ha colpito il centro Italia è scattata subito la mattina dopo l'allarme: «Da li c'è voluto un giorno intero per contattare una persona del posto che ci desse l'ok e qualche indicazione concreta su cosa portare: non volevamo dare vita a un'iniziativa alla cieca. Siamo cosi riusciti a interloquire con un funzionario dei vigili del fuoco del centro operativo di San Demetrio. E' lui che ci aspetta per lo scarico merci». Dall'Abruzzo quindi sono arrivate direttamente le indicazioni sul da farsi. Alimentari, vestiario, oggetti per l'igiene personale, pannolini, biberon, giochi per i più piccoli, coperte e generi di prima necessità: «L'indicazione che ci hanno dato è stata: qualsiasi cosa. Quindi abbiamo potuto spaziare su una raccolta molto generica e varia, anche se abbiamo puntato soprattutto su cose non deperibili, che possano essere conservate più a lungo e facilmente».
La merce raccolta da questo imponente passaparola, è partita, nella tarda serata di giovedi dal capannone della Osmar a Campospinoso, con 3 furgoni stracarichi di merce e un camioncino. Anch'essi prestati per l'occasione da privati che hanno voluto contribuire alla causa.
Una missione lampo, dato che la delegazione oltrepavese sarà di ritorno già oggi. Alla raccolta hanno partecipato anche le parrocchie di Lungavilla e Campospinoso, il Centro Commerciale Iperdi di Cigognola e il DiPiù di Campospinoso: «I supermercati ci hanno aiutato tanto, donandoci ben 100 uova di pasqua e generi alimentari. I dipendenti inoltre hanno fatto una colletta alimentare a sostegno della nostra missione umanitaria». Di certo un convoglio che lascerà il suo piccolo segno.
Simona Contardi