L'abbreviato, un colpo di scena

GARLASCO.Il colpo di scena è arrivato alla quinta data dell'udienza preliminare, il 28 marzo. Alberto Stasi ha chiesto la parola in aula, per chiedere di essere giudicato con il rito abbreviato.
Diversamente, il gup Vitelli due giorni dopo avrebbe deciso il 'non luogo a procedere" o il rinvio a giudizio di Stasi. Nel secondo caso, sarebbe iniziato poi un processo a porte con rito ordinario in Corte d'assise a Pavia. Con probabile sfilata di testimoni, nuovi atti, interrogatori e assedio mediatico. Stasi e i suoi legali hanno preferito andare comunque a processo, ma subito. Con il rito breve, in tribunale a Vigevano, a porte chiuse e sulla base di atti di indagine e consulenze già acquisite. «E' un atto di forza della difesa: il materiale agli atti basta per un'assoluzione certa», avevano dichiarato i legali di Stasi. Per mesi avevano ufficialmente esclusi il ricorso al rito alternativo, «per dimostrare pubblicamente l'innocenza di Alberto».
Quando poi la richiesta è arrivata - valutando debolissime le conclusioni del pm in udienza preliminare - la difesa ha escluso il timore di una condanna, con relativa richiesta di un rito che garantisce lo sconto di pena. I nuovi sviluppi processuali hanno ulteriormente riaccesi l'attenzione di stampa e televisioni sul delitto di Garlasco. Nei giorni di udienza, il tribunale di piazza Lavezzari è assediato da giornalisti, fotografi e operatori. (a.m.)