La terra trema ancora, crolli e terrore
Natalia Andreani
e Alessandro Corbi
L'AQUILA.Una ragazza trovata viva dopo 42 ore, una scossa di terremoto, violentissima, che apre altre ferite nel cuore dell'Aquila.
E un'inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila per «disastro colposo». Per ora non ci sono indagati, il fascicolo è a carico di ignoti. Ma potrebbero esserci sviluppi. E mentre i morti toccano quota 235 (dato ufficiale della tarda serata di ieri), la bomba, il terremoto, è esplosa di nuovo quando inizia la seconda notte.
Sono le 19,47: L'Aquila trema per una manciata di secondi. Magnitudo 5,3 della scala Richter, diranno i sismografi. Crolla un edificio pericolante vicino alla stazione, crolla un altro pezzo della cupola della Basilica delle Anime Sante, crolla un'altra fetta del centro dell'Aquila. Il pericolo di nuovi cedimenti improvvisi si fa cosi forte che veine deciso di rendere inaccessibile questa parte della città. Si sparge la voce di una nuova vittima, non è vero.
E' vero il contrario: una ragazza viene salvata, estratta viva dalle macerie dopo 42 ore. Il terremoto batteva di nuovo, ma loro, i vigili del fuoco di Venezia e Cuneo, non si sono mossi, hanno continuato a scavare con delicatezza, verso quelle urla disperate che si facevano sempre più flebili.
Eleonora, 20 anni, era sotto le macerie di una palazzina crollata nei pressi del Tribunale dell'Aquila, quartiere Villa Gioia. Era in pigiama, vigile, incastrata in un vano all'interno del quale si era creata una bolla d'aria. Per questo non ha avuto problemi a respirare. Quando i vigili del fuoco l'hanno raggiunta, era in stato confusionale, ma in pochissimo tempo è tornata lucida. Quando finalmente è stata estratta, un applauso ha accompagnato la ragazza fino all'ambulanza.
Due ore prima la scossa violentissima. Di nuovo terrore. E urla, anche nella tendopoli finalmente allestita, anche fra chi sta lavorando alla demolizione della Casa dello studente. Terremoto in diretta, mentre le tv trasmettono i tg. La scossa arriva fino a Roma, da una parte, fino a Macerata dall'altra, alla costa. Saltano le comunicazioni telefoniche per alcuni minuti. Salta l'illuminazione pubblica. Buio.
Buio, come nella prima notte dopo il terremoto, con migliaia di persone costrette a dormire all'a perto. Freddo intenso e per difendersi una coperta perché le tendopoli non erano state ancora allestite. Nei paesi in molti hanno dormito sui capannoni utilizzati come mense, sui tavoli di legno. Dormire? Non proprio, riposare, forse, perché abbandonarsi al sonno è impossibile, perché le scosse continuano per tutta la notte, la mattina. Sempre.
280 scosse.I geologi le chiamano repliche. Ieri mattina alle sette se ne contavano già 280, la più forte era arrivata all'1,15 di notte. Risvegli bruschi anche lontano dall'Aquila. Poi altre scosse, in crescendo. Alle 11 e 27 una magnitudo 4,3.
La crepa.Sul viadotto che porta alla Casa dello studente il botto delle 11 è cosi forte che si apre una crepa nell'asfalto. Sul ponte, fra i giornalisti e i finanzieri che scappano c'è anche Adele con il marito. Sono venuti all'Aquila per vedere lo studio dei figli, per recuperare un documento. «Dovevamo andare là - dice in dialetto - non questo non si ferma, non ce se la po' fa'».
Il marito interviene: «Ringrazia che i nostri figli non se lo sono vissuti questa cosa». Poi, quando la scossa si è acquietata: «Questa è la Natura. Noi la sfidiamo, ma lei ci rimette in riga».
Sciacalli.Poco più in là c'è il carabiniere che nella notte ha arrestato i primi due sciacalli. «Erano un romeno e un marocchino di Tivoli - racconta - li ho trovati in un appartamento di via Roma. In tasca avevano giochi, un lettore Mp3, stronzate. Ma ne arriveranno tantissimi, lo sappiamo. E ci siamo attrezzati. Oggi sono arrivati 100 carabinieri e 100 poliziotti».
Senza memoria.Federica, infermiera volontaria di Modena, pare stravolta. Lavora nella tendopoli montata nel campo Piazza d'armi. 900 posti letto, problemi seri con i servizi igienici e con gli anziani. In giro si vedono molti animali domestici. Entri nelle tende e vedi gatti accanto ai padroni, un'anziana signora si è portata la gabbia con un enorme coniglio. «Molti di questi anziani non sono autosufficienti - spiega Federica - hanno problemi di incontinenza. Gestirli è complicato». Anche perché il terremoto li ha sbalestrati. Non hanno documenti, non ricordano il loro nome, e anche se lo sanno non sanno dare indicazioni su dove trovare i parenti. «da domani arriverà l'unità pediatrica, arriverà una grande cucina da campo - dice ancora Federica - tutto funzionerà meglio, ma loro non riusciremo a gestirli lo stesso. Non ci sono che bagni chimici e loro hanno bisogno di acqua corrente. Bisogna trasferirli».
Tornare a casa.Moltissimi cercano di rientrare in casa, per recuperare soldi vestiti, foto oggetti di famiglia. Una ragazza che è entrata in via Roma esce piangendo. «Non posso fare niente, non si può prendere niente. Volevo il mio portafoglio, ma i muri si sono schiacciati gli uni sugli altri. Non sono riuscita a prendere nulla».
Trasporti.Ferma ancora per 24 ore la ferrovia Aquila-Sulmona. Mentre la A24 è chiusa per 16 chilometri fra Aquila Ovest e Assergi. Mentre sulla A25 c'è solo il divieto per mezzi pesanti fra Bussi-Popoli e Pratoli.
Funerali.I morti accertati, come dicevamo, sono 235, i dispersi una trentina. Le bare sono tutte alla Scuola della Guardia di Finanza. Non si sa quando saranno fatti i funerali. «Le chiese sono tutte inagibili», spiega un sacerdote. Ma c'è anche la volontà di aspettare che i corpi di tutte le vittime siano recuperati.