«Dovevano capirlo anche dai sismografi»

ROMA.«E' falso che non si possono prevedere. Sono 10 anni che noi riusciamo a prevedere terremoti in un raggio d'azione di 120-150 chilometri dalla nostra postazione».
Gioacchino Giampaolo Giuliani, il tecnico dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, si dice sicuro. Nonostante lo scetticismo della comunità scientifica, ieri ha continuato a difendere a spada tratta il suo metodo di rilevazione dei terremoti. «Noi utilizziamo un metodo sperimentale che fino a oggi ha dato degli ottimi risultati - sostiene - Non bisogna essere scienziati per capire che gli sciami sismici possono non aver nulla a che fare con un forte evento sismico. Nello stesso tempo, però, gli sciami possono essere collegati a un terremoto soprattutto se avvengono in prossimità di una faglia. Solo con questo sistema non è comunque possibile prevedere luogo e data di un sisma».
Secondo Giuliani, invece, con i rivelatori di concentrazione di gas radon, è possibile prevedere con una buona precisione i terremoti. «Noi abbiamo acquisito in dieci anni un'esperienza che ci permette di rilevare sia il precursore sismico, sia l'epicentro e il grado sismico - sostiene ancora il ricercatore - Si può quindi sapere quando avviene un terremoto, perché il precursore sismico dà la possibilità di prevedere, dalle 6 alle 24 ore prima, un evento sismico».
«Noi abbiamo una rete di stazioni che misurano la stessa cosa - aggiunge riferendosi ai rilevatori installati a Coppito e Avezzano - Le stazioni sono interconnesse tra di loro e ci permettono di ottenere i dati necessari alla previsione». Tutto questo «non è accettato dalla scienza perché nessuno ha mai creduto a quello che stavamo facendo, ma noi siamo andati avanti da soli - conclude Giuliani - A chi non mi ha creduto dico solo che il dizionario di uno scienziato non dovrebbe contenere la parola impossibile».
Inoltre la scorsa notte, semore secondo Gioacchino Giuliani, un qualsiasi normale sismografo avrebbe dovuto rilevare l'arrivo della scossa: «Anche la tecnologia classica poteva rilevarlo se ci fosse stato qualcuno a lavorare».
Ora è anche lui tra gli sfollati. (m.v.)