Berlusconi: nessuno sarà lasciato solo


ROMA. Tutti i poteri per gli interventi sono stati conferiti al Commissario delegato Guido Bertolaso e sono stati stanziati per ora 30 milioni di euro per i provvedimenti più urgenti. Sono le decisioni principali prese ieri sera dal Consiglio dei ministri che ha proclamato lo stato di emergenza nazionale e deciso che il giorno dei funerali delle vittime del terremoto sarà proclamato il lutto nazionale. Nuovi stanziamenti saranno decisi quando saranno quantificate meglio le necessità con un provvedimento ad hoc.
«Il disastro è grave, ma poteva esserlo di più», ha detto ieri sera Berlusconi in una telefonata a 'Matrix". Nello stesso collegamento ha anche reso noto che «sono 35 i paesi che ci hanno offerto solidarietà e sostegno, ma nell'immediato - ha aggiunto - non ce n'è bisogno. Per ora siamo bastevoli con le nostre forze». In ogni caso, ha sottolineato, «tutto quello che è possibile fare lo stiamo facendo». In collegamento con 'Porta a porta" Berlusconi ha voluto invece escludere che sia possibile prevedere i terremoti. Ma soprattutto ha sottolineato di aver «messo in campo» quattromila uomini e ha chiesto in diretta Tv al ministro dell'Interno Roberto Maroni 1.200 vigili del fuoco e mille soldati per questa mattina.
Dopo qualche esitazione iniziale, Silvio Berlusconi ha deciso ieri mattina di annullare il suo previsto viaggio a Mosca, dove avrebbe dovuto incontrare il presidente Dimitri Medvedev e Vladimir Putin, e di andare in Abruzzo. Prima di partire da Roma, il presidente del Consiglio ha firmato lo stato di emergenza per mettere, come ha spiegato a Sky Tg24, «fondi a disposizione di Bertolaso». Arrivato in Abruzzo, ha compiuto un giro in elicottero per rendersi conto dei danni causati dal terremoto, poi ha tenuto prima una riunione con Maroni e il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e il presidente dell'Abruzzo Gianni Chiodi. Poi una conferenza stampa nella scuola della Guardia di finanza dell'Aquila.
«Nessuno sarà lasciato da solo», ha promesso il premier alla popolazione abruzzese definendo quella che ha colpito la regione «una tragedia senza precedenti». «Lo Stato è in campo», ha assicurato, sottolineando che i soccorsi sono immediatamente entrati in opera e garantendo che non ci sarà problemi per i soldi. Anche perché, ha spiegato, è stato attivato il 'fondo catastrofi" dell'Unione europea. Qualche timore c'è stato però anche durante la conferenza stampa per una scossa avvertita nella caserma già lesionata dal terremoto.
Sia ieri mattina che nelle telefonate Tv, Berlusconi ha assicurato la realizzazione di una tendopoli «con duemila tende, ognuna delle quali può contenere 8-10 persone». Anche se «la priorità - aveva sottolineato nella conferenza stampa - ora è tirare fuori le persone che sono ancora sotto le macerie». Ha spiegato che si sta operando fra le macerie «con mezzi non meccanici» e utilizzando telecamere a raggi infrarossi per accertare la presenza di superstiti. «Ne abbiamo salvati già molti», ha detto Berlusconi, «ma c'è ancora molto da lavorare».

Andrea Palombi