«Servono azioni dure contro certi giornali»
PRAGA.«Ci sono state calunnie nei miei confronti e disinformazioni nei confronti dei lettori. E quindi, a un certo momento io non voglio arrivare a dire» che servono «azioni dirette e dure nei confronti di certi giornali e di certi protagonisti della stampa, però sono tentato perché non si fa cosi». Lo ha affermato Silvio Berlusconi, ieri sera durante una passeggiata nel centro di Praga, dove oggi si tiene il vertice Ue-Usa, a proposito di quanto scritto e visto in questi giorni sulle foto di gruppo con la Regina d'Inghilterra, sul video internet sul ministro Giorgia Meloni e su quanto avvenuto ieri a Strasburgo. Alla domanda su quali possano essere tali misure, ha risposto: «Perché, voi pensate che se io dico 'non guardate più una televisione o altro non c'è nessuno che mi segue in Italia?». «Quello che spiace veramente è che la stampa italiana remi contro», perché non è possibile che la stampa italiana non abbia altro obiettivo se non quello di «dire che il premier ha fatto delle gaffe o delle figuracce: a uno viene voglia di dire 'ma andate al diavolo'. Quella cosa della Regina è assurda».
Il premier ha citato quindi quanto riferito da una tv francese a proposito di una presunta frase rivolta a Nicholas Sarkozy ed ha poi criticato i resoconti su quanto avvenuto in mattinata a Strasburgo, al vertice per i 60 anni della Nato. «Non è possibile che uno vada fuori, si danni, faccia i tour de force che faccio io e poi arriva a casa e trova la stampa italiana che non sembra avere altro obiettivo se non quello di dire che il premier ha fatto delle gaffe o delle figuracce. Io non lo so - ha proseguito - ma con tutta l'esperienza che ho, con tutto quello che ho costruito nella vita, sono qui a rappresentare l'Italia con senso di responsabilità e vedere che tutti giocano contro cosi, con le vignette, la televisione, etc., allora ti viene voglia di dire: ma andate al diavolo. Quindi, se a un certo momento dovesse continuare questa cosa, veramente non parlo più, perché non è possibile che si abbiano dei giornali contro l'interesse dell'Italia: anche sulla crisi, con il catastrofismo, o questi che scendono in piazza... Resta sempre l'abitudine consolidata della menzogna assoluta».
Il premier ha concluso sottolineando che con la Regina Elisabetta non c'è stato alcun incidente diplomatico. E poi, ha concluso, «leggo che, quando fa una smentita non richiesta Buckingham Palace, dicono che l'ha dovuta fare su pressione di Berlusconi: andate al diavolo veramente, non se ne può più».
Ieri al vertice Nato di Strasburgo Berlusconi si è ritagliato il ruolo di «suggeritore» per la nomina di Rasmussen, contrastata dal governo turco. «Erdogan ha dato a me l'accordo», rivendica prendendosi meriti pari a quelli del presidente americano Barack Obama, che ha offerto garanzie politiche decisive. Ma quello che Berlusconi definisce «un caso montato dalla stampa», è stato descritto da centinaia di giornalisti di tutto il mondo come un nuovo strappo protocollare.
La scena si svolge al mattino, quando Berlusconi scende dall'auto con il telefonino all'orecchio, prima della cerimonia sul Reno per ricordare la pacificazione franco-tedesca. La premier tedesca Agela Merkel ha atteso invano Berlusconi che è rimasto al telefono. «Una telefonata importantissima, di 32 minuti - spiegherà poi Berlusconi - per convincere, su incarico del segretario generale uscente Nato Jaap de Hoop Scheffer, il premier turco Erdogan ad acconsentire alla nomina di Rasmussen».