Filippine, nuove minacce «Uccideremo gli ostaggi»
PECHINO. I terroristi del gruppo Abu Sayyaf che tengono prigionieri ormai da settantotto giorni l'italiano Eugenio Vagni (di Montevarchi, in provincia di Arezzo) e lo svizzero Andreas Notter hanno nuovamente minacciato di uccidere gli ostaggi. Lo afferma l'agenzia d'informazione Nuova Cina, la quale cita il presidente della Croce Rossa filippina Richard Gordon.
Gordon ha affermato che i terroristi hanno lanciato la loro minaccia venerdi nel corso di un contatto telefonico.
Il toscano Eugenio Vagni, 62 anni, (che è sposato con una filippina dalla quale ha avuto una bambina), Notter, 38, e la filippina Mary Jean Lacaba, 44, sono stati rapiti il 15 gennaio scorso a Jolo, nel sud della Filippine, proprio mentre svolgevano una missione umanitaria per conto del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Lacaba è stata rilasciata giovedi scorso.
Il gruppo responsabile del rapimento ha preso il suo nome dall'estremista islamico afghano Abu Sayyaf, i cui campi di addestramento hanno ospitato negli anni scorsi numerosi musulmani filippini. Oggi si ritiene che Abu Sayyaf abbia stretti collegamenti con gli estremisti di Al Qaeda e dei Talebani afghani. Dopo le speranze di liberazione imminente, si vivono quindi nuovi momenti di ansia in una vicenda dove le notizie positive e negative si alternano. Una nota di ottimismo viene infatti dal ministro dell'interno delle Filippine, Ronaldo Pugno, il quale l'altro ieri ha sostenuto che gli ostaggi «verranno presto liberati».