D'Alema: fondamentale dar voce al disagio

ROMA. Grande speranza per la sinistra, un muro dalla destra. La manifestazione della Cgil ha suscitato reazioni contrapposte. Il Pd era presente ai cortei con i principali esponenti a partire dal segretario Franceschini. «Quella di oggi è una grande manifestazione di democrazia che dà voce a un profondo disagio sociale che non può rimanere in silenzio - ha detto Massimo D'Alema - E meno male che questa forza c'è. In altri paesi non esiste e si aprono spazi alla disperazione». Per Piero Fassino «il governo farebbe un grave errore a volgere lo sguardo altrove».
Per Pier Luigi Bersani «la Cgil è meno isolata e il lavoro dovrebbe avere una sola voce e riprendere la stagione dell'unità. Ma nella divisione c'è lo zampino del governo». Commenta Oliviero Diliberto, segretario del Pdci: «Siccome l'opposizione in Parlamento non c'è per fortuna che esiste la Cgil che porta l'opposizione in piazza. Per la sinistra il significato di questa manifestazione è enorme». Per Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista «la cosa chiara è oggi dire no all'accordo separato sui contratti siglato da Cisl, Uil, Ugl e Confindustria». È «grato alla Cgil» anche il leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola. Di Pietro attacca il governo: «Deve smettere di togliere agli onesti per dare ai disonesti».
Berlusconi, da Praga, esordisce con una battuta («Il tavolo? Glielo dò in testa...»), poi fa sapere che un tavolo con la Cgil sulla crisi è possibile: «Metteremo in campo tutte le somme necessarie, nessuno sarà lasciato indietro». Ma - aggiunge - a giudicare da quello che è stato detto in piazza mi sembra che «il sistema comunista «viga ancora in Italia: con i sordi non si può parlare e ragionare».
Da destra arriva una raffica di critiche sulla manifestazione. Il ministro Brunetta la giudica «una scampagnata», il suo collega Sacconi «un fallimento» e il capogruppo Pdl al Senato Gasparri «una carnevalata». Il ministro Tremonti a commenta che «prima finisce la protesta e inizia la proposta è meglio è». Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, afferma che «mentre Cisl e Uil fanno il loro dovere», la Cgil diventa «forza guida dell'opposizione politica».
Per Cisl e Uil bisogna ripartire dalla condivisione della riforma del sistema contrattuale. Raffaele Bonanni, segretario Cisl, è dispiaciuto «che la generosità di tante persone venga utilizzata a fini elettorali e non sindacali». Servono «piazze sindacali e non piazze elettorali. Epifani - aggiunge - torni a fare il sindacato: il paese ha bisogno di unità, di concertazione e senso di responsabilità».
Luigi Angeletti, segretario Uil, ricorda «che di confronti sulla crisi con il governo ne abbiamo già avuti due o tre. Ma dopo aver ascoltato le parti il governo è libero di fare come gli pare. Ecco perché serve poi un accordo ed è perciò su questo che Epifani deve dichiarare la sua disponibilità». (V.L.)