Rapine in banca, arrestato un latitante
PIEVE PORTO MORONE. Il suo nome compariva nella lista dei 100 criminali più ricercati in Italia. Mariano Martone, 43 anni, latitante dal 2003, accusato di avere messo a segno almeno 30 rapine, tra cui quella alla Cariparma di Pieve Porto Morone nove anni fa, è stato fermato a Santo Domingo, dove faceva il tassista. Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Pavia, insieme alla polizia di Novara, hanno permesso di rintracciarlo pochi giorni fa. L'uomo deve scontare 25 anni di carcere.
Sull'uomo pesava un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Pavia. E da Pavia erano partite le indagini dei poliziotti, che avevano consentito di ricostruire il passato criminale di Martone. L'attività della squadra mobile era stata avviata dopo la rapina alla Cariparma di Pieve Porto Morone, nel 2000. Quasi 20 milioni di lire di bottino, e due arresti, scattati dopo poco tempo. Martone finisce in carcere insieme a Nicola Siniscalchi, suo complice. Da questo momento il rapinatore inizia a collaborare e confessa di avere commesso una trentina di rapine. Gli agenti di Pavia risalgono a tutti i colpi, messi a segno tra Pavia, Milano, Piacenza, Novara e Lodi. La modalità è, in tutti i casi, la stessa. La banda (vengono fermati tutti i componenti) aveva sempre agito utilizzando parrucche e mascherine anti-smog per non farsi riconoscere. Martone, poco dopo, finisce ai domiciliari. Ma poco prima del processo, quando si apre il dibattimento, si dà alla latitanza. E a questo punto che vengono avviate le indagini per rintracciarlo. Un'attività che dura diversi anni. Martone, intanto, è fuggito a Santo Domingo, dove cerca di farsi dimenticare e dove ha iniziato il lavoro di tassista. Finiti l'altro ieri. L'uomo è stato espulso e poi, una volta in Italia, arrestato dai poliziotti a Malpensa. Dovrà scontare 25 anni di galera. Lo Stato gli contesta 30 rapine, che avevano fruttato 300 milioni di lire. (m. fio.)