Una vallata senza fognature
CASTEGGIO.Un'intera vallata alle spalle del Pistornile, il rione Vallone, non ha fognature e deve fare i conti con l'applicazione della nuova legge regionale che impone la dismissione dei pozzi perdenti e delle fosse biologiche. La segnalazione e la protesta arriva da alcuni residenti di via Madonna allarmati dalla inderogabilità dell'intervento e dai costi, tutti a loro carico. «La nostra casa è a norma come le altre - spiega Maria C. che vive in via Madonna - Abbiamo una fossa a norma, la puliamo ogni 2 anni, non scarichiamo nulla nel terreno e non inquiniamo. Eppure la Provincia ci impone di togliere questa fossa entro il 12 aprile. Dove scaricheremo dopo?». E poi mostra la comunicazione della Provincia e aggiunge di aver saputo, dopo un colloquio in Comune e in ufficio tecnico, che la Regione potrebbe decidere una proroga. «Non contesto quello che dicono gli enti, mi chiedo dove scaricheremo i nostri rifiuti, visto che in questa collina siamo tutti nella stessa situazione. Se prima non fanno le fogne, e ci tolgono le fosse biologiche, significa che lo scarico finirà o nei fossi o nel Rile, o nei campi. E inoltre dovremo anche pagare 5-6mila euro per togliere la fossa funzionante». Alcuni residenti di via Madonna temono di trovarsi nelle stesse condizioni dei residenti di via Vigorelli che, con una petizione, avevano segnalato al Comune il fetore proveniente dal Rile, diventato una fogna a cielo aperto davanti alle loro case e accanto al campo sportivo e ai nuovi giardinetti. Ai residenti del rione Vallone risponde l'assessore ai lavori pubblici Maurizio Antoniazzi che da un lato esprime comprensione per le richieste dei cittadini, ma dall'altro spiega come il Comune sia completamente esautorato nella gestione delle acque e in merito alla realizzazione degli impianti fognari. «E' una situazione complessa a causa delle nuove leggi. E' l'Aato a decidere le priorità sul territorio in tema di acque bianche e nere - spiega Antoniazzi - attraverso una propria graduatoria. Ci sono quindi zone che l'Aato considera prioritarie e su queste stiamo lavorando per un accordo che permetta di avere una sospensiva della legge e attendere fino ad un anno prima di mettere a regime la nuova legge. Ci sono poi zone che l'Aato non rileva come prioritarie come il rione Vallone e il Comune non può fare nulla se non segnalare il problema». Insomma il Comune non ha margini di manovra oggi, ma prima dell'Aato perché non ha proceduto con un mutuo per realizzare il tratto fognario nella zona? «Questi interventi prima spettavano all'Asm e anche questo non ci ha permesso di gestire in autonomia le emergenze». E poi c'è da aggiungere un altro elemento determinante, e cioè che per anni si dava come imminente l'avvio dell'Aato in sostituzione dei gestori come Asm che non erano quindi motivati a pianificare interventi: cosi si può comprendere come il tempo abbia peggiorato la situazione, portandola a quella attuale, molto preoccupante.
Miriampaola Agili