Pavia, regole e multe
Caro direttore,
apprezzo l'attenzione posta dal suo giornale alle problematiche di degrado della città. Martedi in particolare mi ha fatto piacere leggere la notizia dell'aumento delle multe per parcheggio su piste ciclabili e corsie preferenziali. In generale, serve capire che talora il degrado non è (solo) la conseguenza di mancati interventi da parte delle amministrazioni ma di comportamenti individuali poco rispettosi della collettività. Vale la pena di ricordare sempre l'importanza delle semplici regole di convivenza. E che non ha senso lamentarsi che i bus sono lenti e in ritardo se se ne occupa il percorso o che la città è poco vivibile se ne calpestiamo le piste ciclabili.
Tornando a Pavia, voglio ricordare, in difesa delle corsie preferenziali che, per esempio in corso Matteotti, il traffico era spesso precedentemente ostacolato da macchine parcheggiate in modo improprio. Dunque meglio che ci passi un autobus, con maggiore vantaggio per la collettività.
L. BernasconiPavia
La città è patrimonio di tutti i cittadini e di ciascuno di loro. Come tale va vissuto, rispettato e difeso da ciascuno e da tutti. Sono molti gli interventi da chiedere all'amministrazione e la cura che le regole vengano rispettate è uno di questi. In questi giorni i vigili hanno avuto evidentemente un mandato preciso di inflessibilità nei confronti di chi parcheggia in modo selvaggio come di coloro che portano in giro i loro cani senza le dovute precauzioni. E' un po' triste dover invocare tolleranza zero su queste cose ma in certi momenti il cosiddetto giro di vite può essere un segnale da cogliere e da apprezzare. Certo è importante avere adeguate segnalazioni di parcheggi vicini al luogo che si deve raggiungere e le nuove indicazioni che ci dicono anche se ci sono ancora posti liberi nelle aree di parcheggio aiutano. Molte sono le lamentele che ci arrivano dalla periferia soprattutto per i cassonetti spesso strapieni con aggiunta di ogni ben di dio all'intorno. Su questo una riprogrammazione del servizio merita forse di essere studiata.
Pierangela Fioranip.fiorani@laprovincia pavese.it