Leonardo a Vigevano, un fiume virtuale in castello
VIGEVANO. Un fiume d'acqua, maestoso, scorrerà nel castello di Vigevano. Un 'colpo di teatro" virtuale, realizzato attraverso un'installazione curata da Marco Tufariello per Euphon/Medi Mediacontech Group (lui è stato il consulente multimediale del regista Peter Greenaway in occasione della 'rivisitazione virtuale" del Cenacolo, l'anno scorso a Milano). L'esposizione, sabato, aprirà il progetto 'Leonardo e Vigevano" e in particolare una mostra che testimonia la presenza di Leonardo a Vigevano e i lavori di ingegneria idraulica nella valle del Ticino per la costruzione della Sforzesca.
Dalla Gioconda all'ingegneria idraulica: Leonardo a Vigevano ha dato sfogo, più che alla vena artistica, alla sua creatività 'acquatica". D'altronde l'acqua lo affascinava: «Acqua è fra i quattro elementi il secondo men greve e di seconda volubilità. Questa non ha mai requie insino che si congiunge al suo marittimo elemento. Volentieri si leva per lo caldo in sottile vapore per l'aria. Il freddo la congela, stabilità la corrompe. Piglia ogni odore, colore e sapore e da sé non ha niente» scriveva. Che Vigevano fosse ai tempi di Ludovico il Moro e Francesco Sforza una città sull'acqua emerge con chiarezza dai documenti e dai codici leonardeschi. Nell'anno di eventi che la città dedica al ricordo di quel Genio non poteva dunque mancare una mostra su 'Le acque ducali, la villa sforzesca, il Ticino" che verrà inaugurata sabato nella seconda scuderia del Castello. Si parte da manoscritti e immagini del periodo e si arriva virtualmente alla Sforzesca seguendo il suo interesse verso le opere idrauliche ralizzate da Ludovico il Moro: naviglio sforzesco, roggia di Mora, fosso Pavese. Nella prima sezione curata dal Consorzio Est Sesia si ripercorre la storia delle acque della città, dal 'Mulino di Mora Bassa", regalo di Ludovico il Moro alla Moglie Beatrice d'Este per le nozze, alla scala della Sforzesca progettata da Leonardo per la bonifica e l'irrigazione delle terre intorno alla prima azienda agricola d'Italia. La Sforzesca, infatti, non era una villa di piacere ma il centro di un'azienda dove si produceva e sperimentava: qui venne introdotto il baco da seta, venivano importate le pecore per la produzione della lana, e a Cassolnovo per la prima volta si coltivò il riso. Tra i progetti 'vigevanesi" di Leonardo c'è un preventivo di spesa per la realizzazione di un canale e lo schizzo di un ponte largo 'braccia 8", oltre al disegno di una draga lagunare per 'cavare la terra" dai fondali di conche e canali. Quattro pale mosse da una manovella raccoglievano il fango e lo depositavano in una zattera ormeggiata al centro. La seconda sezione, a cura dell'Università di Pavia (Dipartimento di Informatica e Sistemistica e Dipartimento di Scienza della Letteratura Arte medievale moderna) è una visita virtuale del borgo della Sforzesca ora chiuso al pubblico (è di proprietà di Esselunga) ma che entro la fine dell'anno entrerà a far parte del patrimonio comunale. L'attenzione sarà concentrata sulla cascina Colombarone e sul Mulino della Scala, citato negli scritti di Leonardo. La terza sezione curata dal Parco Lombardo della Valle del Ticino è incentrata sull''acqua" del fiume come risorsa naturale e non solo.
Anna Ghezzi
'LE ACQUE DUCALI, LA VILLA SFORZESCA, IL TICINO", seconda scuderia del Castello di Vigevano. Inaugurazione: sabato 4 aprile ore 10.30. Fino al 30 giugno. Orari: martedi-domenica 10-19. Biglietto comulativo per le due mostre: 3 euro.