I play off nel futuro della Riso Scotti
PAVIA. La Riso Scotti del futuro nasce sulle fondamenta dal gruppo che ha appena conquistato la salvezza. «Su questa squadra dobbiamo lavorare per la prossima stagione - spiega il general manager della Riso Scotti - . Si è già cementato un gruppo importante e con un paio di innesti possiamo costruire una rosa che punti ai play off e ai posti che qualificano per le coppe». Il gm si sta già muovendo.
Poma ammette di avere avuto nel corso della stagione solo un momento di paura: «Il 75% delle neopromosse retrocede al primo anno e quando ho visto che Conegliano viaggiava alla grande per un momento ho pensato che forse sarebbe toccato a noi. Poi ho visto come il gruppo lavorava in allenamento e mi sono ricreduto - spiega il gm - . Al di là del lavoro dell'allenatore, la base per la salvezza è stata l'umiltà che le ragazze hanno conservato per tutto il campionato, anche quando i risultati venivano. Questa squadra ha lottato nei momenti difficili ed è sempre riuscita a riprendersi. Merito di grandi donne prima ancora che di grandi giocatrici. Guardate con che umiltà Hanka Pachale è passata da Perugia, con cui aveva conquistato la Champions league, alla neopromossa Pavia. E' stata encomiabile. Alla fine abbiamo costruito un capolavoro con quattro soldi».
Quei quattro soldi che però devono diventare qualcuno in più per puntare a obiettivi ambiziosi. Oltre ai soldi servono le idee per il mercato, ma quelle Poma già ce le ha. «Non siamo oggi una società che può permettersi il lusso di firmare giocatrici come Piccinini o Mirka Francia, quindi dobbiamo cercare di far funzionare il cervello e ingaggiare giovani talenti da far crescere. E' un rischio, perché magari poi finisci la stagione e qualcuno vuole portarti via Pavlovic, che è un talento naturale ma nessuno pensava potesse fare l'opposto, ma questa è l'unica strada possibile per una società come la nostra».
Per l'anno prossimo Poma conferma il nucleo storico: «Non saranno dei fenomeni, ma la capacità di soffrire e la passione per questo sport le hanno portato fino a qui e credo possano spingerle anche oltre. E poi voglia ringraziare Gianfranco Milano perché sapeva in partenza che sarebbe stata una sfida pesantissima, ma l'ha raccolta e vinta».
Il primo anno di A1 cosa ha insegnato a Pavia? «Che non si vince solo coi fenomeni. L'ambiente è determinante. Ci sono tante società che hanno speso parecchio e vinto nulla - dice Poma - . Bisogna costruire un sistema che ti permetta di vincere. Bergamo ha vinto la Champions league ma non perché sia la squadra più forte in assoluto, ma perché ha saputo creare un sistema vincente. Senza sconvolgere nulla, con un paio di innesti giusti su cui sto già lavorando arriveremo in alto. Il mio sogno sono le semifinali play off, ma piano piano, crescendo col gruppo di quest'anno. Pavlovic e Pachale hanno chiesto di rimanere, ma se succederà sarà alle mie condizioni». Il che significa contratti con stipendi non stratosferici e allenamenti anche a maggio, perché i sogni si costruiscono.