«Intitoliamo lo stadio a Parisi»
VOGHERA. Parole, pensieri e ricordi: il popolo di Facebook soffre all'angolo con la famiglia di Giovanni Parisi, morto mercoledi in un incidente stradale. Per lui i messaggi sono già 386, da tutta Italia. Il sito più famoso del web si veste di emozioni per un pugile che resterà immortale. C'è una comunità di 2.334 persone che hanno fondato un gruppo dedicato alla memoria del campione olimpico, medaglia d'oro a Seul. Su Internet si chiede d'intitolargli il neonato palasport di Voghera oppure il palazzetto della Vibo Valentia che all'asso della boxe aveva dato i natali. Ma l'assessore vogherese Maurizio Schiavi rilancia: «Dedichiamo a Parisi lo stadio calcistico comunale di via Facchinetti, teatro il 21 settembre 1992 della sua vittoria nel mondiale contro Altamirano».
Mentre palazzo Gounela pensa al miglior modo per rendere omaggio alla memoria del boxeur, vogherese d'adozione, Internet diventa memoria collettiva delle grandi gesta, umane e sportive, di quel Giovanni «Flash». Si parla di lui sui siti degli Stati Uniti, del Venezuela, della Spagna. E poi sui portali della boxe di tutto il pianeta. Facebook non fa eccezione. Pochi giorni fa, Davide Fossati ha fondato un gruppo dedicato al pugile. Su quella pagina sono passati in migliaia. Adolfo Errico ha scritto: «Chiedo al Comune di prendere in considerazione un unico nome per il palazzetto, quello di Giovanni, tutti i vogheresi sono d'accordo con me». Un amore smisurato, da Voghera alla Calabria. Alessandro Impellizzieri ha scritto: «Intitoliamo a Parisi il nuovo palasport di Vibo Valentia». Chi pensa a celebrarlo, chi pensa a chi resta. Stefania Azzimonti scrive: «Un abbraccio alla famiglia, ai suoi tre cuccioli». C'è anche chi se la prende con chi oggi beatifica e invece fino a ieri... Sheila Albertazzi dice: «E' in questi momenti che si vede l'ipocrisia delle persone, tutti dicono 'un grande". Giovanni era un grandissimo atleta ma anche una brava persona che ha commesso i suoi errori come facciamo tutti. Era un uomo, un padre, un marito e un amico. Perché ora è morto Voghera piange un mito. Fino a martedi scorso Giovanni era semplicemente un vogherese». Paolo Giorgi conosceva Parisi dal 1986: «Io ero un ragazzino e già ti ammiravo, poi dal 1989 al 1992 mi sono allenato e quando ti vedevo fare i guanti rimanevo a bocca aperta. Tutti noi ragazzini percepivamo la tua umanità oltre al tuo modo di boxare. Sei stato una grande persona, un pugile, un campione». Dalla sua citta natale, Vibo Valentia, interviene anche Antonio Napolitano (liceo Scientifico Berto): «Grazie campione!». Commosso, a Voghera, Giuseppe Giardina: «Ci siao conoscuiti nella nostra infanzia, ti ho sempre ammirato come uomo e poi come campione». Marzia Sanbartolomeo rivede tanti momenti: «Giovanni, ti ricorderò sempre sorridente a discutere da Maurizio, durante il tuo ultimo incontro e mentre mi prendevi in giro con Luigino. Non ti dimenticheremo mai». A dedicare un pensiero virtuale a Parisi è anche Vincenzo Giudice, dal sito 'Uniti per Rivanazzano": «Svanito in un lampo. Svelto anche nel salutarci. Giovanni 'flash" Parisi se n'è andato con la stessa velocità che ha caratterizzato la sua vita di campione. Non era un uomo di questa terra, ma è stato vogherese nell'anima, nel cuore e nel destino. Era anche un buon giocatore di pallone. Generoso, simpatico e lontano dallo star system, non si è mai dimenticato dei suoi amici più cari. Anzi, li ha sempre voluti accanto in tutte le sue avventure».
Emanuele Bottiroli