Spinato: «Il successo delle esordienti»

PAVIA.«Importante era vincere e ci siamo riuscite»: la felicità di Chiara Borgogno è contagiosa. «E' stato un fine settimana emozionante, arricchito dalla nascita di Angelica, la seconda figlia di Gianfranco Milano - continua il centrale - . Ora riposo e poi cena pagata dal tecnico per festeggiare alla grande». Tutto nasce dalla vittoria con Cesena: «Abbiamo iniziato decise e con un po' di tensione, perché i tre punti erano necessari tanto a noi quanto a loro per salvarsi - dice Borgogno - . Siamo partite decise e le abbiamo messe subito sotto, dimostrando che c'eravamo. Il recupero di Pavlovic è stato importante perché con lei in campo abbiamo ritrovato quell'equilibrio che ci aveva già fruttato tre vittorie consecutive».
«Il risultato è importante, dato che solo Pachale non c'era nessun'altra che aveva giocato la A1 finora - dice Rossana Spinato - . Certo che dopo questo risultato potremmo anche allenarci un po' meno». La palleggiatrice svela che in panchina c'era il divieto di avere aggiornamenti della sfida di Santeramo. «Non volevamo sapere nulla per non farci condizionare. Ora questa salvezza ci deve servire per disputare la prossima stagione in modo migliore. Momenti difficili? Tanti, a cominciare dagli infortuni che sono iniziati ancora prima di giocare, poi la fuga della Lehtonen, fino all'ultimo infortunio di Marjia, a me un anno cosi non era mai capitato».
L'analisi della partita la fa Gianfranco Milano: «Guardando agli impegni che ci aspettavano per concludere la stagione, quello con Cesena era il più abbordabile. La sfida è stata giocata su aspetti tecnici e psicologici, perché volevamo assolutamente chiudere i giochi davanti al nostro pubblico. L'innesto di Pavlovic ha permesso alla squadra di essere più unita. Marija oggi è al 40%, ma con lei il gruppo si è sentito più squadra. Pavlovic si è allenata solo negli ultimi due giorni, ma si è sacrificata e con lei la squadra si è stretta nei momenti di difficoltà».
Il tecnico ha una dedica speciale: «Devo ringraziare quelli in prima fila come quelli che lavorano dietro le quinte, compreso chi ci porta l'acqua per gli allenamenti. La società è stata sempre al nostro fianco e questo ci rassicura per il futuro. Io sono doppiamente contento perché la salvezza è coincisa con l'arrivo di mia figlia, per cui il primo pensiero va a lei, a mia moglie Nicoletta e alla squadra».
Maurizio Scorbati