Requiem per la cultura, gli artisti scendono in piazza

ROMA.A Piazza Farnese a Roma ieri pomeriggio si è celebrato uno strano funerale, pieno di saltimbanchi, acrobati sui trampoli, anziane attrici di teatro con ancora le tracce del trucco di tanti debutti sul viso, registi di antica fama come i fratelli Taviani o Citto Maselli, giovani attori del Centro Sperimentale incappucciati come Giordano Bruno, giovani attrici reclutate sul posto per interpretare le prefiche che si lamentano dietro la bara dorata della cultura italiana: «Luchino Visconti aiutaci tu, Vittorio Gassman aiutaci tu, Federico Fellini aiutaci tu».
La protesta-spettacolo, organizzata da Magda Mercatali, interprete di teatro e rappresentante sindacale della Cgil, è stata messa in piedi per cercare di salvare quel poco che resta dei fondi per la cultura in Italia: «Siamo tutti qui per protestare contro i tagli, cosi non possiamo più vivere, è per questo che celebriamo un requiem laico, un funerale, stiamo per morire di fame», dice la Mercatali. A chi domanda se crede di poter essere ascoltata, risponde: «Certo che no, ma almeno ci sfoghiamo». Simona Marchini presenta lo spettacolo da un piccolo palco montato in un angolo della piazza, su cui saliranno Massimo Ghini e Ascanio Celestini: «Oggi tutti quelli che potevano esserci ci sono», dice la Marchini. E poi: «E' giusto riformare, non dico che deve restare tutto immobile. Però cosi, con questi tagli, la metà dei teatri e degli enti lirici del nostro paese si ritroveranno in ginocchio».
Ci guardiamo intorno in cerca di altri volti noti, pensando, con un pizzico di malignità, che quelli che qui ci sono solo gli impiegati dello spettacolo in crisi, mentre, che so, Nicolas Vaporidis e Laura Chiatti prendono un aperitivo all'Esse Hotel. Invece a sorpresa arriva Pierfrancesco Favino, che ha appena finito di girare un film con Tom Hanks: «Credo che queste manifestazioni siano importanti, per ricordare a tutti che in Italia abbiamo tanti bravi professionisti dello spettacolo che meritano di continuare a fare il loro lavoro». Una giovane attrice truccata da clown, Alessandra Gigli, si avvicina a Giovanna Melandri con la mano tesa: «Qualche soldo per la cultura». «Siamo qui per questo», risponde l'ex ministro, ma non le porge, per fortuna, nessuna monetina. Forse ha piani più seri. Sale sul palco Ascanio Celestini: «Siamo morti perchè non siamo come voi governanti, se voi siete vivi è evidente che noi siamo un'altra cosa», dice, introducendo un lungo monologo dove si presenta come un artista che vive in una tomba al cimitero «circondato da tante cose care, la musica, la danza, il teatro». Celestini non risparmia battute pesanti contro la tv: «Salvo solo la tv, in cui gli esseri umani possono presentarsi per quello che sono, una merda» e contro i suoi programmi: «Sono tutti uguali, cambia l'etichetta ma il contenuto è sempre lo stesso, cacca».
Valentina Della Seta