Buttafuoco alla resa dei conti L'assemblea dopo il siluro

CANNETO PAVESE.Buttafuoco: dopo l'assemblea, adesso la «palla» passa al consiglio del Consorzio di Tutela. Domani è in programma una riunione decisiva. «Per tanti motivi - ha anticipato Giulio Fiamberti, socio del club del Buttafuoco - per capire innanzitutto se la prevalenza di astensioni all'assemblea alla proposta di istituire un Docg per il Buttafuoco è da interpretarsi come un orientamento maggioritario contrario oppure è il frutto di un sostanziale disinteresse dei produttori». Ma c'è un'altra ragione prioritaria: «Su una questione cosi delicata ed importante - aggiungono i produttori del Buttafuoco - prima che la proposta arrivi nelle sedi in cui si decide ovvero al Ministero, l'Oltrepo deve riuscire a fornire un'orientamento chiaro e una posizione il più possibile compatta.» Insomma non sarà facile, ma bisogna pur provarci. Anche perchè il Buttafuoco, in modo particolare dopo il grande lancio della versione del Buttafuoco Storico, è un marchio di grande valore in grado di valorizzare e caratterizzare il territorio dell'Oltrepo vitivinicolo e quindi è un chance che non si può sprecare. Ma ci sono anche diverse esigenze da conciliare: su una produzione complessiva di circa 400mila bottiglie di vino Buttafuoco prodotto in Oltrepo, poco più della metà (circa 250mila) sono Buttafuoco frizzante e circa 150mila nella versione del Buttafuoco fermo. Scelta non facile: quale delle due versioni potrebbero fregiarsi della Docg? Si sta facendo strada una proposta di mediazione che potrebbe mettere d'accordo tutti: «per il Buttafuoco fermo attribuzione della Docg e per quello frizzante il riconoscimento della Doc» come già anticipato da Fabiano Giorgi. «D'altronde - evidenzia Ermanno Rebasti, neo presidente del club del Buttafuoco Storico - se si considera il disciplinare del Buttafuoco Storico, si scopre che sono regole già da Docg».
Pierangela Ravizza