Il centrodestra è in subbuglio Esulta il Pd: demolita la legge
ROMA.Il no di Gianfranco Fini alla tormentata legge sul testamento biologico, che ora dovrà passare l'esame della Camera, acuisce lo scontro tra maggioranza e opposizione e allarma i cattolici del Pdl. Il risultato è che la terza carica dello Stato sale sul banco degli imputati. Ad accusarlo sono i suoi nuovi compagni di partito, che al Senato hanno fatto quadrato intorno al disegno di legge Calabrò e adesso temono che a Montecitorio la legge sulla fine vita possa essere affossata.
Il più preoccupato è il presidente dell'assemblea di palazzo Madama, Renato Schifani, che interviene al primo congresso del Pdl e spiega che la legge è stata votata lasciando libertà di coscienza. «La laicità dello Stato non si trasformi mai in omissione di responsabilità. Abbiamo colmato un vuoto normativo». Ma a essere preoccupati sono tutti i cattolici del centrodestra, non solo quelli provenienti da Forza Italia. «Ho troppa stima per Fini per pensare che una sua opinione espressa con onestà possa tradursi in una pressione al Parlamento», avverte un allarmatissimo Alfredo Mantovano, esponente di An e sottosegretario agli Interni.
A difendere il lavoro dei senatori è anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «È una legge che nasce da un confronto democratico ed è frutto di un compromesso alto». Al coro degli indignati si aggiungono anche Maurizio Gasparri («Sono orgoglioso della legge del Senato»), il ministro degli Esteri, Franco Frattini («E' una buona legge, difende la persona») e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi: «La legge è migliorabile ma tra i paletti dell'idratazione e della nutrizione noi difendiamo il diritto alla vita».
Nel centrosinistra, invece, gli apprezzamenti sono unanimi. La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, nota che Fini «criticando lo Stato etico, ribadisce la difesa della laicità e usa le stesse parole del Pd». Ancora più netto è l'ex ministro Pierluigi Bersani: «Fini demolisce l'azione del governo». (G.R.)