La Pezzani cresce e abbassa le tariffe

VOGHERA. Più posti letto e sconti per chi, esterno, ha comunque bisogno dei servizi di una casa di riposo: la Pezzani cresce e riorganizza la propria attività. «Non chiamatelo piano di salvataggio - spiega il presidente Giuseppe Gorini - visto che si tratta di una riorganizzazione pensata per soddisfare nuove esigenze degli anziani di Voghera e di tutto l'Oltrepo». Non chiamiamolo piano di salvataggio, allora, ma il 'dossier Pezzani" con tutte le iniziative per riportare in pareggio un bilancio finito in rosso per due anni consecutivi dovrà comunque essere presentato tra un mese esatto alla Regione. E sarà la Regione a decidere se la Pezzani potrà farcela da sola ad uscire dal guado dei conti in rosso oppure dovrà essere commissariata.
«Nella stesura del piano è stato fondamentale l'apporto di Giancarlo Iannello, il direttore sociale dell'Asl che ha accettao un incarico tecnico di affiancamento al consiglio di amministrazione - spiega il presidente dell'Asp Pezzani Giuseppe Gorini -. Gli sforzi sono tesi ad aumentare la produttività di un struttura d'eccellenza». Il primo passo è l'aumento dei posti letto: rispetto ai 120 già operativi ne sono già stati autorizzati 14 in più che attendono solo l'accreditamento regionale. «Due di questi posti saranno riservati al nucleo Alzheimer - spiega Gorini - mentre gli altri 12 saranno distribuiti sui tre piani della struttura». Restano invariate le tariffe che partano da una bse unica di 1.600 euro al mese. Scendono, invece, i costi del centro diurno: «Dal primo aprile - conferma il presidente della Pezzani gli utenti che si rivolgono al centro diurno per avere assistenza, animazione, e pasti pagheranno una cifra forfettaria di 100 euro al mese oltre ad una quota di 8 euro per ogni giorno di effettiva presenza al centro. Va sottolineato che il centro diurno è aperto 365 giorni all'anno, feste comprese, dalle 7.30 alle 19.30: 11 euro al giorno è un costo enormemente più basso del costo di una badante a domicilio». La tariffa giornaliera per frequentare il centro diurno comprende, eventualmente, anche il trasporto da casa alla Pezzani: «Si tratta di una iniziativa territoriale - conclude Gorini - per questo, da ex medico di famiglia, mi rivolgo a tutti i medici di base del territorio che potrebbero indicare il centro diurno Pezzani come valida alternativa al ricovero». Resta il problema dei conti: solo facendo decollare i servizi esterni, il bilancio tornerebbe al sicuro, e al sicuro tornerebbero le rette che, per ora, sono l'unica fonte di reddito oltre ai trasferimenti regionali.