Rischio infezioni, Rianimazione a mezzo servizio


PAVIA.Rianimazione II a mezzo servizio. Il colpevole: l'Acinetobacter, che trova nelle terapie intensive degli ospedali un terreno fertile. Se non viene fermato in tempo può provocare polmoniti e infezioni varie nei pazienti già debilitati. Nei giorni scorsi al San Matteo è scattato il campanello d'allarme. Il batterio è finito nella rete di sorveglianza dell'ospedale prima che potesse infettare qualche paziente. Ma sono scattate le manovre di sanificazione.
Nel fine settimana i degenti dimessi, o trasferiti in altri reparti, non sono stati rimpiazzati. Il turn over è stato bloccato. E nella divisione di Rianimazione, al quarto piano della palazzina dell'Ortopedia, sono rimasti - ieri - cinque pazienti ricoverati.
«Non c'è alcun pericolo, è tutto assolutamente sotto controllo - spiegano in direzione medica di presidio al San Matteo -. Abbiamo ritenuto utile, nell'ambito del sistema di prevenzione, bonificare l'ambiente per consentire a chi occuperà i letti nei prossimi giorni di godere della garanzia di un luogo senza batteri». A creare le condizioni per una colonizzazione di batteri multiresistenti agli antibiotici è stata la permanenza prolungata, in reparto, di numerosi pazienti. Diverse settimane senza turn over. «Maggiore è il tempo di ricovero come giornate di degenza, maggiore è il rischio di contrarre infezioni - spiegano in direzione medica -. Nei box a due letti, che di volta in volta si sono liberati, è stata effettuata l'igienizzazione. Non solo su pareti e pavimenti ma anche su letti, supellettili, armadietti, carrelli per la terapia. Operazioni che richiedono stanze libere». «C'è stato solo un passaggio di questi batteri che non hanno comunque determinato alcuna infezione - conferma ilprofessor Giorgio Iotti, primario della Rianimazione II -. Si è trattato di un provvedimento precauzionale. E rientra nel piano di controllo delle infezioni ospedaliere».

Maria Grazia Piccaluga