Amianto sui tetti, la protesta

VOGHERA. L'inverno scorso la segnalazione all'Asl da parte degli abitanti del rione attorno a via Mentana: «Controllate la tettoia dell'ex deposito dei Monopoli: è coperta d'amianto e le lastre sono piene di spaccature». A più di un anno di distanza, dopo un primo sommario controllo dei tecnici dell'Asl, la tettoia è ancora li. C'è possibilità di dispersione di fibre d'amianto? Non si sa. L'unica certezza è che la legge impone di eliminare l'amianto solo se si iniziano lavori di ristrutturazione.
«L'obbligo di bonificare le coperture che contengono amianto smaltendo il materiale in discariche autorizzate c'è soltanto se si avviano lavori di ristrutturazione o se al controllo si verificano condizioni di pericolo - confermano all'ufficio ecologia del Comune -. Non ci sono mai arrivate dall'Asl segnalazioni di sfaldamento, quindi non siamo mai intervenuti». Restano sulle spine, invece, i residenti della zona di via Mentana, tra l'altro a poche decine di metri in linea d'aria dall'ospedale Civile: dopo la segnalazione di un anno fa, hanno ricevuto una sola lettera di risposta dall'Asl che spiega che per la tettoia coperta d'amianto non ci sono pericoli. «Peccato - spiegano i residenti che si preparano a presentare in Comune una raccolta di firme - che passando sotto la struttura si notino larghe aperture che sembrano evidenziare un certo sfaldamento». Dal caso specifico alla situazione generale: quante sono le coperture in amianto ancora presenti a Voghera? E' un dato di fatto che se negli edifici pubblici l'amiento è stato eliminato, in gran parte dei palazzi privati è relativamente normale trovare coperture in cemento-amiento, diffusissimo fino alla fine degli anni Sessanta. Per il momento, però, non è semplice avere dati definitivi: lo scorso 21 dicembre è scaduto il termine imposto dalla legge per segnalare all'Asl tutte le strutture contenti amianto, ma i dati sono ancora in via di elaborazione. «Il censimento, però, non serviva per individuare eventuali situazioni di pericolo - spiega il responsabile del settore igiene pubblica dell'Asl Luigi Camana -. Lo scopo era piuttosto quello di avere una mappa delle strutture contenenti amianto per programmare, in seguito alle operazioni di bonifica da parte dei privati, lo smaltimento in discariche sicure per la collettività». D'accordo: ma non c'è il pericolo che le strutture esistenti, anche se non sono in corso lavori di ristrutturazione o bonifica, disperdano in atmosfera fibre di asbesto pericolose? L'asbesto, per estrema chiarezza, è stato definitivamente individuato come causa scatenante del mesotelioma pleurico, una particolare forma tumorale a carico del sistema polmonare. «In un contesto come quello di Voghera il rischio è statisticamente inesistente - rassicura Camana -. Esiste in zone a forte concentrazione industriale dove le coperture in amianto sono estese per decine di migliaia di metri quadrati, ma non è questo il caso di Voghera».